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Frase razzista a Obi del Chievo, sotto accusa Marconi. Ma il Pisa nega tutto

Becera frase razzista durante la gara di Serie B di questa sera tra Pisa e Chievo. La società veneta ha espresso sdegno per le parole che sarebbero state pronunciate dal pisano Marconi all’indirizzo del nigeriano Obi: “La rivolta degli schiavi”. Ecco il durissimo comunicato della società gialloblù.

Joel Obi, 29 anni, centrocampista nigeriano del Chievo

Razzismo in campo verso giocatori di colore, ci risiamo. Dopo lo spiacevole episodio accaduto durante Paris Saint Germain-Basaksehir con le offese inaccettabili rivolte dal quarto uomo all’assistente allenatore dei turchi, stavolta i protagonisti sono stati due giocatori. L’accusa arriva direttamente dal sito internet del Chievo: secondo la società veneta, le frasi incriminate sarebbero uscite dalla bocca dell’attaccante pisano Michele Marconi verso un destinatario ben preciso: il centrocampista nigeriano del Chievo Joel Obi.

La frase offensiva di Marconi a Obi

Michele Marconi, attaccante del Pisa

Durante il primo tempo di Pisa-Chievo, gara valevole per la 14^ giornata di serie B giocata stasera, Michele Marconi, attaccante del Pisa, avrebbe rivolto la spregevole frase “La rivolta degli schiavi” all’indirizzo dell’avversario Joel Obi, 29 anni, centrocampista nigeriano del Chievo. Parole che non sono passate inosservate: l’A.C. Chievo Verona ha pubblicato un comunicato ufficiale sul suo sito internet in cui condanna gravemente l’accaduto.

“In seguito alla frase razzista «La rivolta degli schiavi» pronunciata dal giocatore del Pisa Michele Marconi al centrocampista Joel Obi durante il primo tempo della partita Pisa-Chievo Verona, la società esprime la massima solidarietà verso il suo giocatore, oggetto di una infamante e squallida frase, che nulla ha a che fare con i più elementari e basilari valori di sport, etica e rispetto”, recita testualmente il comunicato del Chievo.

“Grave che nessuno abbia preso provvedimenti”

Il Chievo è infuriato anche nei confronti di arbitri e assistenti, rei secondo la società clivense di aver fatto finta di nulla.

“L’A.C. ChievoVerona condanna e stigmatizza fermamente il comportamento razzista subito da Joel Obi, e si rammarica perché ad una frase sentita dai più in campo non sia seguito alcun provvedimento disciplinare: né da parte dell’arbitro, né da parte dell’assistente e quarto uomo, né il procuratore federale”.

No al razzismo

“L’A.C. ChievoVerona, da sempre convinta sostenitrice dei valori di etica, rispetto e fair play – continuerà a restare in prima linea nella lotta contro ogni forma di razzismo o violenza, dentro e fuori da qualsiasi campo di gioco”, conclude la società nel comunicato ufficiale.

Giaccherini: “Inaccettabile”

Il risultato del campo, 2-2 alla fine di Pisa-Chievo, è passato in secondo piano. Dopo il match, il capitano Emanuele Giaccherini ha espresso tutto il suo sdegno: “Purtroppo oggi è successa una cosa grave. Un calciatore del Pisa ha insultato un nostro calciatore in modo razziale. E’ inaccettabile, vergognoso, ci dissociamo tutti. Noi non cerchiamo dei vantaggi ma questi episodi non devono accadere assolutamente. Però hanno sentito tutti, dagli arbitri al terzo uomo. Abbiamo tutti abbracciato il nostro compagno e ci distacchiamo completamente da quello che è successo”.

Il Pisa nega tutto: “Non accettiamo lezioni da nessuno”

Qualche minuto fa, anche il Pisa Sporting Club ha diffuso un comunicato ufficiale negando l’accaduto.

“Il Pisa Sporting Club prende le distanze da quanto riportato a mezzo comunicato stampa dalla società Chievo Verona. L’episodio incriminato non è stato rilevato dalla quaterna arbitrale, né dai responsabili di Lega e Figc presenti a bordo campo, né dai numerosi microfoni televisivi presenti a ridosso dei protagonisti. Il nostro tesserato, peraltro, ha confermato di non aver rivolto alcun epiteto offensivo al calciatore avversario, tantomeno a sfondo razziale”, scrive la società nerazzurra.

La società Pisa Sporting Club è attiva da sempre in ambito sociale, collabora a progetti di integrazione e di aiuto verso le fasce più deboli, sull’esempio tracciato dalla propria tifoseria conosciuta in tutta Italia anche per iniziative benefiche e di lotta verso il razzismo. Il Pisa Sporting Club, per tali motivi, non accetta lezioni di comportamento da nessuno, tantomeno da chi non si è certo distinto negli ultimi anni per i valori dell’etica, del fair play e del rispetto delle regole basilari dello sport”.

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