Tennis | Fognini: “Smanioso di ripartire, ma ho temuto di non farcela”

La stagione del tennis sta per ripartire e Fabio Fognini ha risposto “presente”. L’italiano, nonostante un 2020 difficile a causa di infortunio e Covid-19, non intende mollare. Recentemente ha anche cambiato allenatore.

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Il tennista Fabio Fognini è pronto a ripartire (Photo by Clive Brunskill/Getty Images)

L’Australian Open, a causa della pandemia di Covid-19, quest’anno avrà inizio l’8 febbraio. Il calendario del tennis mondiale è stato dunque riadattato in base alle esigenze del noto torneo. Un primo test in questo senso sarà la seconda edizione dell’ATP Cup, che si svolgerà soltanto a Melbourne e sarà ridotta a dodici squadre. Tra queste c’è anche l’Italia, rappresentata da Matteo Berrettini e Fabio Fognini. L’atleta di Arma di Taggia, che nel 2020 ha disputato pochissimi match a causa di infortunio e positività al virus, non vede l’ora di rimettersi in gioco per valutare le sue condizioni psico-fisiche.

“Io ritengo di essere ancora competitivo ad alti livelli, purtroppo il 2020 è stato un anno perso tra l’operazione alle caviglie e poi la positività al Covid di ottobre. Ho giocato appena 16 partite, in pratica devo ricominciare da zero. Ora sono smanioso di ripartire”, ha ammesso Fognini in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. Il tennista recedentemente ha anche cambiato allenatore, affidandosi ad Alberto Mancini. “Prima della scelta ho parlato con Barazzutti (che lo ha allenato fino all’autunno, ndr) e mi ha detto che non sarebbe riuscito a seguirmi sempre e a viaggiare spesso con me. Adesso invece ho bisogno di qualcuno che stia al mio fianco con continuità: Alberto deve aiutarmi soprattutto a migliorare a poi a stabilizzarmi dal punto di vista fisico, perché se sto bene i risultati torneranno ad arrivare”.

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Fabio Fognini intanto ripartirà dalla diciassettesima posizione. “Il ranking non è un’ossessione, soprattutto in questi momenti. So che all’inizio farò fatica, perché devo mettere insieme i match che non ho giocato la scorsa stagione, e poi quando la classifica verrà di nuovo scongelata cambierà tutto. L’obiettivo è di ritrovare la condizione per i tornei sulla terra della prossima primavera e restare nei 30 per essere testa di serie negli Slam”. Ho già mandato un messaggio a Nadal scrivendogli “Scansati, che la prossima volta tocca a me. È iniziata la mia era”. In fondo mi mancano solo dieci vittorie per eguagliarlo (sorride, ndr)”. E sulla rivalità con Sinner: “È davvero molto forte, spero che tenga alto per anni il nome dell’Italia. Però io ho giocato nella stessa epoca dei tre più grandi di sempre e in aggiunta c’erano Murray, Del Potro e Wawrinka. Tra cinque anni, con la generazione dorata a godersi il meritato riposo, probabilmente per lui sarà più facile ottenere grandi risultati”.

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I mesi scorsi non sono stati fortunati, tra l’infortunio alla caviglia e la positività al Covid-19: “Sono d’accordo con quanto disse Federer: quando ti infortuni e non ti è mai successo prima, ti prende la paura. A me è venuta il giorno in cui sono uscito dall’ospedale, con il medico che mi ha portato la sedia a rotelle: mi sono detto “Fabio, e se fosse finita qui?”. Ho voluto le stampelle, erano il primo segno che stavo per ribellarmi all’idea. Senza la mia famiglia non ce l’avrei fatta. All’inizio ero ovviamente nervoso e pieno di dubbi. Ma stare accanto a Flavia, ai bambini, ai miei genitori a poco a poco mi ha regalato la pace interiore e ho ritrovato il mio equilibrio. Questi sarebbero stati i giorni della partenza per l’Australia se non ci fosse stato il rinvio e mi sono accorto che il pensiero mi procurava adrenalina: il tennis sta tornando al centro della mia vita