Fiorentina | Commisso: “Al 2020 della Viola do un 5,5” | Poi punge la Juve

Rocco Commisso ha stilato un bilancio del 2020 della Fiorentina. Il suo club non ha ancora spiccato il volo come vorrebbe, ma non può dirsi fin troppo deluso. Quest’anno, infatti, i gigliati sono riusciti a togliersi qualche soddisfazione nonostante i numerosi problemi dettati dalla pandemia di Coronavirus.

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Rocco Commisso, numero uno della Fiorentina, allo Stadio Artemio Franchi (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Rocco Commisso ha acquisito le quote della Fiorentina a giugno 2019 e immaginava una annata di esordio migliore rispetto a quella che sta volgendo al termine. La pandemia di Coronavirus ancora in corso, tuttavia, ha contribuito allo stravolgimento dei piani. L’imprenditore italo-americano non può però dirsi insoddisfatto della sua nuova vita nel mondo del calcio. I gigliati, infatti, hanno conquistato senza difficoltà la salvezza nella scorsa stagione e in quella attuale stanno cercando di continuare a migliorarsi, seppure al momento si trovino nella zona medio-bassa della classifica.

Il bilancio di Rocco Commisso

RoccoCommisso, intervenuto ai microfoni di Radio Bruno, ha stilato un bilancio del 2020. A partire dalla stagione condizionata dall’emergenza Coronavirus. “Non è stato un campionato di eccellenza quello passato ma ci dobbiamo accontentare: meglio essere 10° che 16°. Abbiamo avuto un po’ di paura per la retrocessione ma poi è andato tutto bene. Ecco perché ho confermato Iachini, nella vita la meritocrazia vale. Questa per me è stata la decisione da fare e a suo tempo fu una scelta giusta“, ha detto il numero uno della Viola ai microfoni di Radio Bruno. E se dovesse dare un voto all’annata: “Non è stato fallimentare, ma non è nemmeno un voto alto. Diciamo o 5 o 6 come voto. Noi abbiamo avuto 44 persone malate di Covid, tra gli impiegati e giocatori. 44 persone in un’azienda di 250 persone è un numero molto elevato“.

Gli aspetti economici però non sono un problema per il patron gigliato: “Menomale che c’è la Mediacom per il sostentamento della Fiorentina: i ricavi del club sono stati decimati. avremo degli introiti tra gli 80 e gli 85 milioni, menomale che c’è la Mediacom che può aiutare il club in caso di problemi, abbiamo avuto 50-60 milioni di perdite cash. Tra Pontello, Cecchi Gori e Della Valle sono stati spesi meno di 100 milioni per comprare la società“. E proprio per questa ragione non ci sta di fronte alle critiche. “Io ho messo molti più soldi di tutti i precedenti proprietari. Alcune persone credono che io sia lo zio d’America e questo non va bene. Le critiche ci stanno, ma c’è modo e modi di rivolgersi alle persone, anche indirettamente. Oltretutto io non posso difendermi subito dopo, e quando viene attaccato mio padre è veramente un colpo basso“.

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Adesso l’imprenditore italo-americano vuole pensare ai progetti a lungo termine. “Per il centro sportivo siamo ai dettagli, dobbiamo ancora definire a chi andrà l’appalto ma il più è fatto. Poteva essere tutto più snello, ma la situazione è quella che è e ci dobbiamo accontentare. Abbiamo accettato i suggerimenti della Sovrintendenza, speriamo di poter finire per l’inizio del 2022“. Più intricata, invece, la questione relativa allo Stadio. Rocco Commisso, infatti, vorrebbe muoversi, data l’inadeguatezza dell’Artemio Franchi. Le istituzioni, tuttavia, non sembrano approvare il suo progetto. “Se vogliono fare come piace a loro, mettano i soldi, io sono pronto anche a dare una mano di tasca mia. Io non spenderò mai una somma del genere per mettermi sotto il volere di qualcun altro. Lo stadio si deve muovere, non può essere posizionato così, accanto alla strada. I campini non ci servono più, possiamo farlo, e possiamo anche preservare la Torre e quel che c’è da salvare. Io ringrazio i sindaci di Firenze e Campi che sono stati disponibilissimi nel cercare e proporre alternative. In America addirittura si va a giocare in altri Stati… Non dico di fare questo in Italia, ma questa differenza è assurda“, sottolinea.

Juventus-Fiorentina

Il numero uno della Viola, inoltre, ha parlato della vittoria contro la Juventus. Una soddisfazione immensa per la Fiorentina, che certamente non partiva favorita. “Abbiamo visto la partita con la Juve io e mia moglie ma fino al nostro terzo gol ho avuto paura. Temevo che ci potesse essere qualche favore alla Juve, ho visto il “biondino” che mi disse che dovevo prendere un tè che poi alla fine si è preso una camomilla (ndr, Pavel Nedved). Ma ci tengo a ringraziare i tifosi che ci sono stati vicini, ci hanno aiutato molto e speriamo di andare avanti così. Come abbiamo festeggiato? Non vado al ristorante da un anno. Un pochino di moscato, quello sì. Tutti ci hanno messo qualcosa in più, il dato più significativo è quello che dice che abbiamo fatto più falli noi“, ha detto Commisso.

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E sul grande ex Federico Chiesa, ostacolato con successo dalla difesa gigliata nel corso della gara dello Stadium: “Forse i ragazzi volevano difendere la società. Quando uno se ne va come è andato via lui dispiace, ho imparato nella mia vita che non bisogna mai tagliare i ponti, perché non sai mai cosa potrà servirti in futuro“.