Benevento | Del Pinto: “Fa male andare via, ma voglio togliermi soddisfazioni”

Lorenzo Del Pinto non ha trovato spazi in questa magica stagione del Benevento. Presto, dunque, lascerà i giallorossi. Il centrocampista, in attesa di una chiamata, vuole ad ogni modo partecipare alla festa dello spogliatoio per gli ottimi risultati collezionati finora in questa annata da neo-promossa.

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Lorenzo Del Pinto, centrocampista in uscita dal Benevento (Photo by ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images)

Il Benevento, a discapito delle aspettative, è al decimo posto della classifica di Serie A a quota 21. La zona retrocessione appare ormai lontana e i giallorossi giornata dopo giornata stanno dimostrando che la salvezza, per loro, è un obiettivo quasi riduttivo. A festeggiare il rendimento dei sanniti è anche Lorenzo Del Pinto. Il centrocampista, seppure in questa stagione in massima categoria non abbia trovato spazio per le legittime scelte tecniche di mister Pippo Inzaghi, non nutre rancori. I successi di squadra sono anche i suoi. Leader fuori dal campo e uomo spogliatoio pronto a dare una mano ai compagni. A gennaio, probabilmente, lascerà il club di Oreste Vigorito, ma i sei anni trascorsi tra le fila di quest’ultimo resteranno un ricordo vivido nella sua mente.

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Del Pinto e l’avventura al Benevento

Lorenzo Del Pinto, in un’intervista rilasciata a Tuttomercatoweb, ha ammesso di essere consapevole che in tanti a inizio stagione sottovalutavano il Benevento. Il centrocampista, tuttavia, non ha mai avuto dubbi in merito alle potenzialità della sua squadra. “A bocce ferme ricordo che tutti pronosticavano i giallorossi come candidati alla retrocessione, pochissimi scommettevano sulle potenzialità della rosa. Io, però, ho vissuto il ritiro e ho visto con i miei occhi come stessero lavorando i calciatori e lo staff tecnico. Il Benevento sta semplicemente raccogliendo i frutti di quello che ha seminato, non mi sorprende affatto che abbiamo questo margine così ampio sulla zona retrocessione. Ovviamente non bisogna abbassare la guardia, ma ci sono tutti i presupposti per allungare la striscia positiva“. E sui compagni che lo hanno sorpreso: “Mi viene in mente Roberto Insigne, calciatore che sta dimostrando il suo valore anche in massima serie. Nomino anche Improta, capace sempre di dare un contributo in qualunque zona del campo e a prescindere dal modulo. Sono quegli atteggiamenti che consentono a tutto il gruppo di trarre insegnamento“.

Nelle prime gare, tuttavia, era emersa qualche difficoltà. “Credo che sia anche normale, il passaggio dalla B alla A richiede sempre un fisiologico tempo di adattamento. In rosa si erano aggiunti anche nuovi calciatori e ci voleva il tempo necessario per creare la giusta alchimia tra giovani ed esperti. Il lavoro, però, è sempre stato svolto nel migliore dei modi e non avevo dubbi che, alla lunga, sarebbero arrivati anche i risultati“. Per non dimenticare, inoltre, i cambiamenti dettati dall’emergenza Coronavirus in corso: “L’assenza del pubblico pesa tanto. Ho visto tanta gente gioire dopo la vittoria del campionato e so quanto possono dare alla squadra. Vedere uno stadio così fa male, speriamo quanto prima che il Covid venga sconfitto e che si torni alla normalità. La componente agonistica non viene meno, è chiaro, ma sembra quasi un altro sport. Il Benevento è una delle poche squadre a non avere avuto focolai. La professionalità della società e dello staff medico ha fatto la differenza. C’è una grande cura dei dettagli“.

L’addio ai giallorossi

Lorenzo Del Pinto non nutre rancori per il mancato minutaggio in massima serie. “Mister Inzaghi è una bravissima persona, che ha sempre saputo mantenere un comportamento chiaro e corretto con tutti. Anche chi non gioca si sente parte integrante del percorso. Non posso che parlare bene della società, sul piano umano prima ancora che professionale. Il presidente, negli anni, ha fatto tanti sacrifici economici per portare il Benevento quanto più in alto possibile. Parla con lo sguardo, quando vede la maglia giallorossa gli brillano gli occhi e per noi deve essere un orgoglio indossare questa maglia. Aggiungo che il direttore ha messo a sua a e nostra disposizione tutta la sua esperienza nel mondo del calcio. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. C’è un organico che sta facendo bene, ma conoscendo il direttore sportivo non mi meraviglierei se a gennaio arrivassero altri calciatori per aumentare le alternative a disposizione del mister“.

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Il classe ’90, tuttavia, sa che l’esperienza al Benevento è giunta ai titoli di coda. “Mi fa tanto male andare via, è come una seconda casa per me. Quest’anno non ho trovato spazio, ma fa parte del gioco e bisogna accettarlo. Non so quando andrò via, ma porterò sempre nel mio cuore il pubblico, la società e tutti coloro con cui ho condiviso una fantastica avventura. Non è una frase fatta dire che siamo davvero una grande famiglia“. Sulle sue tracce da tempo c’è la Salernitana, che punta alla promozione in Serie A. “So che c’era stato qualche contatto in estate, certamente una chiamata da Salerno mi farebbe piacere perché stiamo parlando di una piazza altrettanto calorosa e prestigiosa. Vedremo cosa mi riserverà il futuro, spero di sposare un progetto serio e ambizioso. Il calcio è una parte fondamentale della mia vita, ho 30 anni e voglio togliermi ancora tante soddisfazioni“, ha concluso.