Sainz non si pente della scelta | “Nessun dubbio sulla firma in Ferrari”

Il nuovo pilota della Ferrari non è preoccupato dall’astinenza che dura da 13 anni. Sainz fa anche dei paragoni scomodando il calcio.

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Carlos Sainz – meteoweek.com (Photo by Getty Images)

Carlos Sainz è sempre più convinto di aver fatto la scelta giusta nell’aver firmato il nuovo contratto con la Ferrari. Il pilota spagnolo è grato alla McLaren che lo ha fatto crescere in maniera importante. Tuttavia, in un’intervista rilasciata per il quotidiano iberico As, Sainz fa capire quanto sia grande la gioia per l’approdo a Maranello. “Porto grande rispetto e l’ammirazione per la McLaren, che è la seconda squadra della storia della Formula 1 per blasone. Ma quando la Ferrari bussa alla tua porta non ci sono dubbi“.

Sainz ha parlato anche di un paragone abbastanza forte. Qualcuno ha parlato della Ferrari come del Real Madrid del mondo dei motori. Un paragone abbastanza forte, ma che il nuovo compagno di squadra di Charles Leclerc non vuole estremizzare. “È un modo di dire – sostiene Carlos – , ma è come dire che la McLaren è il Barça, un’ottima squadra. Entrambe sono in ristrutturazione per cercare di detronizzare la Mercedes. Sono le due migliori squadre della storia e quando passi dall’una all’altra significa che stai facendo qualcosa di buono in Formula 1“.

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Il figlio d’arte ha ribadito di non aver mai avuto dubbi sulla bontà della scelta di approdare in Ferrari. “Quando si è trattato di firmare il contratto con Maranello non ho avuto esitazioni: mi piace la gente della Ferrari, Mattia Binotto e quello che vedo“. E anche quando si parla del fatto che la Ferrari non vince un titolo iridato da 13 anni: “Sì, ma è quello che è accaduto ad altri diciannove piloti. In ogni stagione degli ultimi dieci anni, quando Red Bull o Mercedes hanno dominato sono diciannove i piloti che ogni anno sono rimasti a secco“.

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Dunque per Carlos Sainz, il 2021 sarà un anno in cui bisognerà assumersi tante responsabilità. Lo spagnolo, però, non intende tirarsi indietro di fronte a una sfida così importante e ricca di insidie: “Non lo so cosa andrà fatto, devo vederlo. Una volta all’interno devo analizzare la situazione e contribuire con la mia conoscenza e il mio modo di fare. Una squadra è composta da mille persone: il pilota non può che mettere talento, velocità e una direzione in cui indirizzare lo sviluppo della squadra, ma che l’auto sia veloce non dipende solo dal pilota“.