Nei guai avvocato dei vip, avrebbe sottratto un milione a un cliente morto

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Indagato ex avvocato di Alba Parietti e Lory Del Santo, coinvolto in un’inchiesta della Guardia di finanza.

Michele Morenghi, l’ex avvocato dei vip coinvolto nell’indagine della Gdf – Meteoweek

Guai in vista per Michele Morenghi, avvocato di 48 anni con studio in via Montenapoleone, a Milano. Il quarantottenne è indagato nell’inchiesta milanese, coordinata dall’aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Mauro Clerici, che oggi ha portato la Gdf a sequestrare beni per il totale di un milione di euro. Il sequestro, eseguito dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, ha riguardato sei beni immobili intestati a una holding immobiliare con sede a Galzignano Terme, in provincia di Padova.

Le quote della società del cliente morto reintestate a un prestanome

Dall’inchiesta è emerso che un “avvocato internazionalista”, spiega una nota della Procura milanese, avrebbe trasferito la “titolarità integrale delle quote dell’immobiliare italiana”, il cui titolare, cliente del legale, nel frattempo è deceduto, “ad una società ungherese”. Le quote sarebbero poi state reintestate a un prestanome. Morenghi, che è anche rettore dell’Università Pulitzer di Budapest e console in Italia per la Sierra Leone, stando a quanto risulta in passato avrebbe assistito anche vip come Loredana Lecciso, Alba Parietti e Lory Del Santo (completamente estranee alle indagini). Il suo cliente, scomparso nell’ottobre 2020, si chiamava Mario Bagnato, ex titolare di sale bingo a Bergamo e Stezzano. Il legale era pure stato coinvolto nella vicenda che anni fa si era conclusa con la condanna dell’ormai ex pm milanese Ferdinando Esposito, denunciato dallo stesso Morenghi.

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Orsa Maggiore è invece il nome della holding immobiliare oggetto dell’’indagine, mentre la società ungherese si chiama Ior Finance Kft. Tra gli indagati è finito anche Egidio Leuteri, il presunto prestanome. A firmare il provvedimento di sequestro è stato il gip Livio Cristofano. Stando alle ricostruzioni degli inquirenti, l’immobiliare Orsa Maggiore, di cui era titolare Mario Bagnato, era indebitata con l’Erario per una cifra che sfiorava i due milioni di euro. Poco prima che l’imprenditore venisse a mancare, l’avvocato avrebbe avviato l’operazione che ha portato ad assegnare le quote della holding a una società ungherese intestandole successivamente a un prestanome.

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Con questo sistema, secondo l’accusa, il legale sarebbe riuscito ad appropriarsi della società. Il decreto di sequestro preventivo mira “all’applicazione della confisca» sui beni”. Sempre secondo le indagini, l’operazione sarebbe stata architettata allo scopo di “ostacolare il pieno soddisfacimento della pretesa fiscale” da parte dell’Erario. I sei immobili posti sotto sequestro, tutti “intestati alla società immobiliare, a garanzia del credito erariale”, si trovano a Cernusco sul Naviglio, Cassina dè Pecchi, Vignate, nel Milanese, e a Merate, nel Lecchese.