Operaio morto in discarica. Incidente a Colleferro dove un uomo è stato travolto da un compattatore. Indagini in corso per chiarire quanto è accaduto.
Era prossimo alla pensione, ma la sua vita è stata tragicamente spezzata. È la triste storia che arriva da Roma. Più precisamente nella discarica di Lazio Ambiente a Colleferro. Giuseppe Sinibaldi, 63 anni, dipendente della società, ha perso la vita dopo essere stato travolto da un compattatore in retromarcia. Il mezzo lo ha poi scagliato giù da una collina. Un volo di 15 metri, concluso nella discarica di Collefagiolara, sulla strada Palianese. Inutili purtroppo i soccorsi di un medico del 118, i vigili del fuoco hanno poi recuperato il corpo dell’uomo.
Sul posto subito accorsi i figli, sconvolti da quanto accaduto. Il commissariato di Colleferro intanto indaga: il compattatore è stato sequestrato e l’autista interrogato.
Accertamenti anche per verificare se nell’impianto, dove finiscono anche i rifiuti di Roma ma che dovrebbe chiudere a fine 2019, siano rispettate le misure di sicurezza sul lavoro. Lo chiede la presidente della Commissione lavoro del Consiglio regionale Eleonora Mattia, mentre l’assessore ai Rifiuti Massimiliano Valeriani sottolinea che “l’unica risposta possibile è quella di fare ancora di più” proprio sulla sicurezza sul posto di lavoro.
A cominciare, secondo Cgil, Cisl e Uil, da un rafforzamento della “task force ispettiva che obblighi le aziende al rispetto della normativa esistente“. Oggi alle 13, intanto, riunione in Regione con l’assessore al Lavoro Claudio Di Berardino “per definire percorsi mirati di intervento su salute e sicurezza nell’ambito di ciascun settore di attività“.
“Non ci sono parole per commentare questa ennesima tragedia – affermano in una nota Michele Azzola, Enrico Coppotelli, Alberto Civica, segretari generali di Cgil Roma e Lazio, Cisl Lazio, Uil Lazio – Nell’attesa che le forze dell’ordine chiariscano la dinamica dell’incidente, esprimiamo tutta la nostra vicinanza e il nostro cordoglio alla famiglia di Giuseppe Sinibaldi, operaio di 63 anni, che sarebbe andato in pensione a dicembre. Serve un’accurata formazione che ricordi costantemente al lavoratore di non cadere nel tranello dell’abitudinarietà, che abbassa la soglia di attenzione e la necessità di rivedere la legge Fornero per i lavori pericolosi“.
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