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“Per questo Natale? Dimentichiamoci pranzi e cenoni”, dice Giuseppe Conte

Giuseppe Conte ha già pronto un piano nel caso in cui l’ultimo Dpcm non dovesse avere l’effetto sperato. Intanto, però, il tempo passa. E gli occhi sono puntati al Natale.

Stiamo imparando l’arte della rinuncia e sembra che dobbiamo continuare a farlo. Gli occhi in Italia sono puntati alle misure dell’ultimo Decreto firmato a Palazzo Chigi da Giuseppe Conte nel tentativo di arginare l’ormai inarrestabile curva di contagi da Coronavirus nel nostro Paese. C’è un altro punto, però, a cui si guarda con timore: le festività natalizie. Un’apertura totale potrebbe rimandarci all’estate quando, liberi tutti e in barba agli sforzi dei mesi precedenti, le mete estive di vacanza sono diventate focolai di contagio.

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“Il nostro obiettivo è un Natale dove non si mortifichino né i consumi né gli affetti, ma non possiamo immaginare feste e pranzi affollati”, ha detto il Presidente del Consiglio in un’intervista a La Stampa. Ieri, la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa aveva parlato di un provvedimento per regolare le prossime festività, lasciando alle famiglie la possibilità di riunirsi in nuclei ristretti. L’obiettivo, a Palazzo Chigi, è sempre lo stesso: evitare il lockdown totale; la chiusura totale non è infatti la prima strada che verrà presa in considerazione e, nel caso in cui le misure prese fino ad adesso dovessero risultare insufficienti, ci sarebbe già pronto un piano “C”.

La data da attendere prima di nuove decisioni dovrebbe essere il 15 novembre. E, nonostante molti non ci credano, Conte insiste: “Lo ribadisco. Il lockdown generalizzato non può essere la nostra prima scelta, avrebbe costi troppo elevati, significherebbe dire al Paese che non abbiamo una strategia. E invece noi una strategia ce l’abbiamo, e ci aspettiamo che dia risultati a breve”. Intanto, una speranza è sul vaccino: le dosi, per l’Italia, dovrebbero arrivare a gennaio.

Chiara Feleppa

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