Trenta ore su un lettino al pronto soccorso in attesa di un posto letto presso l’ospedale Santa Maria di Terni: è ciò che è accaduto ad un’anziana donna di 90 anni positiva al Covid-19 e bisognosa di cure. La denuncia del figlio: “Ho chiamato anche i carabinieri”.
Una donna di 90 anni positiva al Covid-19, ma asintomatica, ha dovuto attendere ben 30 ore su un lettino al pronto soccorso di Terni, in attesa di un posto letto. Eppure, il caso dell’anziana donna in attesa al pronto soccorso non è l’unico caso al Santa Maria di Terni. “Tantissimi pazienti sono in attesa che si liberi al reparto un posto letto. Risulta che sono stipati nella sala dell’emergenza anche pazienti che sono ‘parcheggiati’ lì da sabato”: afferma il figlio dell’anziana, Alberto Carlini. Tutti i posti Covid sono esauriti. “Ho chiamato anche i carabinieri e mi sono recato all’Urp per segnalare la situazione di mia madre, i militari hanno risposto garbatamente che l’ospedale si trova in stato di emergenza e bisogna avere pazienza, ma di pazienza ne ho perché da lunedì alle 16.30 che aspetto un posto letto». Posto, trovato solo alle 23.30 di martedì sera”: spiega Alberto.
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Una dinamica non certo unica in Italia, una situazione che rispecchia un po’ quella di tutti gli ospedali italiani in questa emergenza. “Mia madre è ricoverata in una casa di riposo e è stata dichiarata positiva al Covid ma asintomatica. Ha anche diversi problemi legati all’età ed è bisogna di cure diverse dal Covid. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di portarla al pronto soccorso del Santa Maria con un’ambulanza. Una volta arrivata, però, è cominciato il calvario dell’attesa. Ore e ore sul barellino. Un medico mi ha informato che, comunque, era assistita e curata ed erano in attesa che si fosse liberato un posto letto in reparto. Abbiamo anche pensato di riportarla nella casa di riposo ma non si è trovata la disponibilità di un’ambulanza ed allora si trova li da più di 20 ore. Capisco che è anziana ma anche le persone anziane hanno diritto di essere curate come le altre. Non me la prendo con i medici che stanno dando tutto ma con il sistema sanità che non riesce a dare risposte ai pazienti che ne hanno bisogno”: dichiara Alberto, spiegando il calvario di sua madre Bianca. Tutto ciò è stato anche ribadito dai sindacalisti e dal Tribunale per i diritti del malato, ovvero: di altre malattie che non siano Covid-19 si può anche morire.
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