Esteriorità compulsiva | Il Vangelo di oggi Mercoledì 13 Ottobre 2021 - meteoweek.com
Quando c’è “esteriorità compulsiva” e la cura del proprio comportamento apparente è smodata, vuol che si cerca di nascondere qualcosa.
Se consideri le colpe, o Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Con te è il perdono, Dio d’Israele. (Sal 129,3-4)
Dio renderà a ciascuno secondo le sue opere, al Giudeo prima come al Greco.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 2,1-11
Chiunque tu sia, o uomo che giudichi, non hai alcun motivo di scusa perché, mentre giudichi l’altro, condanni te stesso; tu che giudichi, infatti, fai le medesime cose. Eppure noi sappiamo che il giudizio di Dio contro quelli che commettono tali cose è secondo verità.
Tu che giudichi quelli che commettono tali azioni e intanto le fai tu stesso, pensi forse di sfuggire al giudizio di Dio? O disprezzi la ricchezza della sua bontà, della sua clemenza e della sua magnanimità, senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione?
Tu, però, con il tuo cuore duro e ostinato, accumuli collera su di te per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, che renderà a ciascuno secondo le sue opere: la vita eterna a coloro che, perseverando nelle opere di bene, cercano gloria, onore, incorruttibilità; ira e sdegno contro coloro che, per ribellione, disobbediscono alla verità e obbediscono all’ingiustizia.
Tribolazione e angoscia su ogni uomo che opera il male, sul Giudeo, prima, come sul Greco; gloria invece, onore e pace per chi opera il bene, per il Giudeo, prima, come per il Greco: Dio infatti non fa preferenza di persone.
Parola di Dio.
R. Secondo le sue opere, Signore, tu ripaghi ogni uomo.
Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia salvezza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: mai potrò vacillare. R.
Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia speranza.
In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;
il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio. R.
Confida in lui, o popolo, in ogni tempo;
davanti a lui aprite il vostro cuore:
nostro rifugio è Dio. R.
Guai a voi, farisei; Guai a voi, dottori della Legge.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11,42-46
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».
Parola del Signore.
Gesù ci invita a non mettere mai da parte l’essere giusti, la carità e l’amore a Dio, come invece facciamo spesso, curandoci di tante altre cose futili e a volte dannose. L’“esteriorità compulsiva” di cui siamo affetti in molti, non è tanto quando dedichiamo una cura esagerata al nostro aspetto fisico o, ad esempio, al nostro ambiente domestico: è quando, invece, l’attenzione al nostro comportamento apparente è smodata e maniacale. Lì vuol dire che c’è qualcosa che non va dentro di noi, che stiamo cercando di nascondere qualcosa.
Il commento al Vangelo di ieri:
Chi tenta di apparire perfetto, dice Gesù, non è mai autentico e rischia di essere insignificante, come un sepolcro sul quale si cammina sopra, senza saperlo: chi si ricorderà di lui? Quando noi giudichiamo gli altri, gli imponiamo spesso e volentieri col nostro rimprovero di comportarsi diversamente, mentre con tutta probabilità noi o facciamo come lui o peggio.
Gesù ammonisce infatti i dottori della Legge, coloro che, in nome di Dio, mettevano pesi insopportabili sulle spalle del popolo, con legalismi e obblighi di vario genere, mentre loro si tenevano ben lontani dall’osservarli.
La Prima Lettura, d’altro canto, ci insegna che, chi giudica, ha due possibilità: o ha già fatto ciò per cui sta giudicando, o facilmente lo rifarà. Perché chi non conosce misericordia per gli altri e accusa senza remore, è spesso chi non ci mette molto a fare del male, non dando valore alla vera giustizia e all’amore di Dio, che ci chiede solo questo.
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