2 miliardi in meno di attività economiche in Russia. Ma il giro d’affari di Unicredit nel Paese è grande più del doppio e abbandonarlo in maniera così repentina è praticamente impossibile.
Le sanzioni imposte alla Russia dalla comunità internazionale hanno previsto l’abbandono delle attività economiche e commerciali da parte moltissime aziende e multinazionali del Paese di Vladimir Putin.
Ma la situazione non è così semplice. Mosca negli anni ha saputo diventare una fetta di mercato molto rilevante e l’addio vuol dire rinunciare a una gran parte di utili. Come ammesso dallo stesso Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit, “l’uscita dalla Russia è complicata, stiamo considerando ogni opzione“.
Durante una riunione in videoconferenza con altre agenzie, l’ad ha aggiunto che “comunicheremo le cose quando le faremo, non mentre sono in progress“. Unicredit da parte sua ha già ridotto le attività in Russia per una cifra intorno ai 2 miliardi di euro.
“Nella valutazione più recente – ha spiegato Orcel – lo scenario estremo di massima perdita sulla Russia ammonta a 5,2 miliardi di euro rispetto a una esposizione complessiva alla fine di aprile di 7 miliardi. La riduzione dell’esposizione verso la Russia è stata in parte effettuata con uno scambio di asset con controparti russe non soggette a sanzioni, ma queste opportunità stanno diminuendo poiché sempre più controparti sono soggette a sanzioni“.
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