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Commissioni sul pos: per Meloni toglierle è “incostituzionale” [VIDEO]

Per la presidente del Consiglio non è possibile togliere le commissioni sui pagamenti effettuati tramite pos e la colpa è delle banche e della Bce. Ma dimentica che è nelle possibilità dell’esecutivo incentivare questa soluzione tramite altre formule e che, in generale, i pagamenti elettronici sono convenienti per diversi motivi. 

Giorgia Meloni se la prende con chi le contesta di non avere eliminato le commissioni bancarie sulle transizioni effettuate con pagamento elettronico. La questione dei pagamenti con pos è tra le più discussione in queste settimane ed è al vaglio della nuova legge di Bilancio del governo che in questa fase è in discussione in Parlamento.

C’è chi ci chiede perché non togliete le commissioni, diciamo che non possiamo farlo perché sarebbe incostituzionale. La moneta elettronica è privata, è un servizio offerto e lo Stato non può impedire a chi offre quel servizio di guadagnarci sopra una commissione. Probabilmente questa questa è la ragione per cui la Banca d’Italia fa le sue valutazioni sul tema dell’innalzamento del tetto al contante” afferma la presidente del Consiglio sul suo profilo Facebook.

A me pare che Bankitalia non abbia, in audizione nelle commissioni competenti, mosso particolari critiche sulle principali misure di questa manovra. Puramente c’è stata una polemica, o diciamo un approccio critico, sulle nostre misure sul tema del contante e l’obbligo del pos” continua la premier mentre legge gli appunti sulla sua ormai famosa agenda. Meloni se la prende anche con la Banca Centrale Europea sostenendo che nel 2019 “diceva al governo italiano di stare attento all’abbassamento del tetto al contante, costringendo a pagare per forza con la moneta elettronica perché la moneta elettronica ha un problema di commissioni“.

LE POSSIBILI SOLUZIONI E I VANTAGGI

A dirla tutta Giorgia Meloni non fa riferimento al fatto che sarebbe possibile abbassare i guadagni delle banche sui pagamenti elettronici semplicemente imponendo in manovra la soglia minima entro cui è possibile mettere le commissioni a zero, così come è stato richiesto anche da Confesercenti, oppure inserire degli sconti a chi fa uso del pos con credito di imposta così come avvenuto durante il Governo Conte II.

Allo stato attuale la quantità di denaro che la banca incassa si aggira tra lo 0 e il 2% di ogni singola transazione elettronica. Ma i vantaggi di far circolare meno contante, oltre a mettere in maggiore difficoltà gli evasori fiscali, sono quelli di evitare possibili rapine e smarrimento del denaro, senza contare che nel contratto del commercio c’è un’indennità di cassa al 5% per i dipendenti che maneggiano denaro contante.

Davide La Cara

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