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Multe in base al reddito, la revisione del codice della strada: ecco l’ipotesi

Multe in base al reddito, la revisione del codice della strada: ecco l’ipotesi avanzata dal ministro delle Infrastrutture e trasporti. “Meccanismo in fase di studio”.

È stata avanzata nelle scorse ore l’ipotesi di introdurre delle multe variabili in base al reddito del sanzionato. A proporla Galeazzo Bignami, viceministro delle Infrastrutture e trasporti, in occasione della presentazione del rapporto Dekra sulla sicurezza stradale.

Multe in base al reddito, la revisione del codice della strada ecco l’ipotesi – meteoweek.com

Secondo quanto spiegato dal viceministro, infatti, l’idea sarebbe quella di revisionare il codice della strada introducendo tale misura, che è in realtà già in vigore in diversi paesi europei.  “Nell’ambito della revisione del codice della strada, effettueremo un approfondimento sulla possibilità di realizzare una proporzionalità tra sanzioni e reddito”, ha spiegato Bignami durante il suo intervento.

Multa in base al reddito, i Paesi dove è già realtà

Al ministero delle Infrastrutture e trasporti stanno valutando l’idea di introdurre le multe legate al reddito. Ad annunciarlo è stato il viceministro Bigami, che tuttavia ha precisato che si tratta né di una decisione assunta, né di una certezza. Tale misura, infatti, che farebbe parte di un pacchetto più ampio di revisioni al codice della strada, si tratta infatti di un elemento che è ancora in studio.

L’obiettivo, tuttavia, sarebbe quello di introdurre un meccanismo di proporzionalità tra le sanzioni e il reddito di chi riceve la multa. Ciò che va tuttavia valutato bene è se un simile meccanismo possa poi corrispondere a logiche di congruità equità sociale. Questo poiché, “se la sanzione ha evidentemente una natura anche afflittiva – ha spiegato Bignami nel suo intervento – una persona che ha un reddito più elevato può evidentemente essere afflitto da un punto di vista di contrasto a fenomeni di sicurezza stradale con una sanzione più elevata”.

Tale misura, si sottolinea, è in realtà già in uso in diversi paesi europei. Se in Finlandia le sanzioni in base al reddito sono una realtà già da 20 anni, di recente ad applicare il meccanismo sono stati anche Germania, Danimarca, Svezia, Francia, Svizzera, Belgio e Gran Bretagna. Ciò che cambia in questi pasi, però, è però il metodo di calcolo della multa.

Tenendo conto il caso della Gran Bretagna, le infrazioni sono suddivise in ordine crescente di gravità, tanto che la sanzione varia tra il 25% e il 175% del reddito settimanale dell’automobilista. Il tetto massimo è fissato a 2.500 sterline per una violazione commessa in autostrada, mentre si parla di un massimo di 1.000 sterline nella restante viabilità. In Finlandia, invece, la multa può arrivare a un sedicesimo del salario mensile e non vi è alcun limite massimo. Così come in Svizzera, dove nel 2010 un turista svedese, a bordo della sua Mercedes Sls Amg, venne sanzionato con una multa di 677.000 euro per aver infranto di parecchio i limiti di velocità.

Valeria Girardi

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