Gli abitanti delle case popolari di Casal Bruciato, periferia di Roma, danno fuoco ai cassonetti durante una protesta contro la mancanza di riscaldamento nelle abitazioni. A prendere parte alla manifestazione sono circa una cinquantina di persone.
La situazione è ormai diventata insostenibile per gli abitanti delle case popolari di Casal Bruciato, zona est di Roma. I riscaldamenti non sono ancora funzionanti, e vengono accesi e spenti a “singhiozzo”. La protesta (l’ennesima) è quindi scattata poco dopo le 10:30 di questa mattina, giovedì 12 dicembre, nel quartiere del IV Municipio Tiburtino.
“Se entro trenta minuti non arriva un tecnico del Comune di Roma noi riaccendiamo il fuoco in strada“, hanno dichiarato i cittadini in rivolta. E così è stato: la strada è stata bloccata con l’accensione di fuochi, e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri e la polizia, con la richiesta di ausilio degli agenti del Reparto Mobile.
Come raccontano alcuni dei partecipanti alla manifestazione, “i termosifoni sono stati accesi alcuni giorni, poi spenti per una settimana circa”. E sottolineano: “In questi palazzi ci sono inquilini e persone che hanno acquistato qualche anno fa la casa. Comunque tutti paghiamo al Comune per i riscaldamenti”.
Già nei giorni scorsi c’era stata una prima protesta da parte dei cittadini in via Diego Angeli, sempre a Casal Bruciato, per la quale i cittadini erano scesi in strada manifestando e lamentando l’assenza dei riscaldamenti.
Sulla vicenda si è poi espressa l’assessore alle Infrastrutture di Roma, Linda Meleo. Come dichiarato ai giornalisti, “i tecnici che eseguono la manutenzione degli impianti di riscaldamento stanno intervenendo negli appartamenti di via Diego Angeli, a Casal Bruciato, oltre alla manutenzione dei giorni scorsi”. L’assessore ha poi affermato che “il Comune di Roma sta mettendo in campo ogni azione possibile per risolvere le criticità“, e la situazione del quartiere verrà monitorata regolarmente per i prossimi giorni.
Meleo ha infine aggiunto: “Ad oggi più dell’85% delle caldaie sono accese nelle case popolari gestite dal Comune di Roma. Laddove ci sono problemi le ditte stanno intervenendo e da qui al 20-21 dicembre tutte le criticità dovrebbero essere sanate. Purtroppo si tratta di impianti molto vecchi, mai sostituiti prima. Noi abbiamo già sostituito dodici caldaie (impianti che possono servire anche diversi palazzi) e dal 2020 si prevede la sostituzione di 20 caldaie ogni anno. Sempre dal prossimo anno i fondi per le manutenzioni straordinarie aumenteranno da 410mila euro a 1 milione e 200, a cui punto ad aggiungere tra i 3 e i 5 milioni di euro per le infrastrutture”.
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