Il coronavirus ha messo in ginocchio molti comparti dell’economia italiana, non si sa se e dove investire in un momento di tale emergenza, anche perchè non esiste una data precisa in cui possa finire tutto. Anche l’investimento per eccellenza, l’immobile, deve fare i conti con il virus. Da 55 a 113 miliardi di euro in tre anni. E’ il conto pesantissimo che la crisi del coronavirus presenterà al mattone residenziale in termini di perdita del fatturato. La stima è di Nomisma, che ha presentato i dati del suo primo osservatorio 2020 del mercato immobiliare. La previsione, fatta sulla base dei dati disponibili oggi e suscettibile di variazioni «ma più al peggio che al meglio», come ha spiegato l’ad dell’istituto bolognese di ricerca, parte dalla considerazione che si compreranno molte meno case: di qui al 2022 la diminuzione dei rogiti andrà da un minimo di 278 mila a 587 mila unità.