Coronavirus, Arcuri: "Non si può tornare alla normalità" - meteoweek
Il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri parla dell’emergenza sanitaria e di come evolverà la situazione in Italia.
Il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri torna a parlare della pandemia in diretta spiegando il suo punto di vista: “La nostra battaglia contro il Coronavirus prosegue senza sosta dobbiamo però evitare di cominciare a pensare che stiamo vincendo, che abbiamo costretto avversario in un angolo e stiamo per avere il sopravvento: gli indicatori ci dicono solo che stiamo cominciando a contenerne la portata. Ma la sua dimensione seppure non uniforme è ancora rilevante. Bisogna astenersi dal pensare che sia già arrivato il momento di tornare a normalizzare comportamenti“. E ancora: “Non è il momento di pensare alla normalizzazione e ai calendari, continuiamo come abbiamo fatto finora“. “Ognuno deve fare la sua parte con lo stesso civismo che abbiamo dimostrato di avere. Alcune immagini diffuse sui social (quelle delle vie piene di persone nonostante i divieti, ndr) non vanno prese ad esempio, vanno deplorate. Dobbiamo fare di tutto per evitare che i sacrifici di tutti noi vengano vanificati“.
Poi fa il punto della situazione sui materiali “Abbiamo distribuito a ieri sera 1.679 ventilatori alle regioni. Cinque giorni fa erano 1.280. Oggi ne distribuiremo altri 133“. Sulle mascherine ha detto: “i dispositivi di protezione inviati alle Regioni sono a ieri sera 51,8 milioni, lunedì scorso erano 40,6 milioni. Abbiamo raggiunto in pochi giorni un traguardo importante, le mascherine arrivano in quantità sufficienti e in un tempo assai ragionevole”, ha detto Arcuri. “Nelle prossime 48 ore di distibuire le mascherine Ffp2 all’ordine dei medici. Siamo in fase di distribuzione. Oggi abbiamo in distribuzione 620 mila mascherine per i medici, che ringrazio ancora per la pazienza e il sacrifico che fanno, più di ognuno di noi. La distribuzione di concluderà tra questa sera e lunedì mattina“.
Verranno prodotte delle mascherine nelle carceri italiane: “Parte un progetto, per il quale ringrazio anche il ministro Bonafede, che vedrà 8 impianti automatizzati che nell’arco di 15 giorni consentiranno di produrre 400 mila mascherine al giorno, che potranno progressivamente aumentare, presso gli istituti di prevenzione di Milano Bollate, Salerno e Rebibbia. Il ciclo produttivo comprenderà anche la ricezione e la preparazione del tessuto, nonché lo stoccaggio e la sanificazione delle mascherine“.
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“Il nostro obiettivo è arrivare a una produzione nazionale di mascherine chirurgiche e non, con investimenti complessivi per 13,6 milioni. Per produrle ma anche per metterle in commercio cosa dobbiamo fare? Perché si ritiene che i tempi di certificazione siano troppo lunghi? Semplicemente c’è bisogno di superare alcuni test svolti in numerosi laboratori, e solo dopo verificati dall’Iss, che sta dando un contributo coerente con lo spirito della norma e compatibile con i tempi di attuazione. A oggi il 33% delle migliaia di richieste ha ricevuto parere non favorevole, il 35% favorevole solo a produzione, solo il 31% delle richieste sono ancora in lavorazione“. Poi conclude: “Sui tamponi e i test sierologici abbiamo iniziato una attività di approvvigionamento affinché le regioni possano assistere assiduamente e notevolmente”, ha concluso Arcuri.
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