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Preside dice sì alla riapertura delle scuole in zona rossa: “assurdo non aprirle per tutti”

La Preside di un istituto romano ha dichiarato di essere favorevole alla riapertura delle scuole, anche in zona rossa, spiegando le sue motivazioni.

aula scolastica – Meteoweek.com

Le scuole d’Italia sono ormai chiuse da settimane, dopo aver funzionato a intermittenza dall’autunno scorso. Nel frattempo gli studenti devono seguire la didattica a distanza, con tutte le sue difficoltà. La dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo romano Parco della Vittoria, Carla Costetti, è favorevole a una riapertura delle scuole anche nelle zone rosse. A sostenere il suo parere c’è la sua esperienza in quest’anno di pandemia. “Attenendosi rigidamente al rispetto del protocollo da incrementare con l’uso del termoscanner all’ingresso, si determinano solo situazioni di rimbalzo: su oltre 1500 studenti da settembre abbiamo avuto circa una ventina di bambini a casa per Covid, dovuto a contatti familiari o all’esterno”.

“Stiamo perdendo giorni preziosi”

“Le scuole si potrebbero riaprire per tutti. E’ demoralizzante ed un folle controsenso tenere aperto per gli alunni più fragili aggiunge la Preside su Adnkronos. Secondo lei infatti, è assurdo che le scuole possano restare aperte per gli alunni più fragili, senza i dispositivi di protezione, mentre tutti gli altri ragazzi e bambini devono restare tra le mura di casa. Questa Preside non teme le varianti che stanno caratterizzando questa nuova ondata di Covid-19. Ancora una volta  l’esperienza è dalla sua parte. Il 50% degli studenti del suo istituto frequenta alunni della Pistelli, una scuola materna della capitale dove, come da prassi, non è obbligatorio indossare mascherine.

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studenti – Meteoweek.com

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I suoi studenti, però, non sono stati travolti dal contagio, grazie ai severi protocolli messi in atto. La dirigente Costetti lamenta solo che alcuni genitori non controllano sempre la temperatura corporea ai figli prima di mandarli a scuola e così capita che ci vadano con qualche linea di febbre. A ogni modo, secondo lei, almeno fino alla terza media i ragazzi dovrebbero riprendere la scuola in presenza. Inoltre i ragazzi più fragili devono andare a scuola in presenza anche perché i genitori non possono assisterli durante l’orario scolastico, ma a volte succede gli alunni che dovrebbero affiancarli non desiderino partecipare. La Dirigente Castetti infine, ribadisce che, continuando a tenere chiusi gli istituti si stanno solo perdendo giorni preziosi.

Maria Sole Bosaia

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