Come avere la vita eterna? | Il Vangelo di oggi Domenica 10 Ottobre 2021 - meteoweek.com
“Come avere la vita eterna?” il giovane ricco comprende che gli manca qualcosa: mettere Dio al primo posto, fino a distaccarsi dai suoi beni.
Se consideri le colpe, o Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Con te è il perdono, Dio d’Israele. (Cf. Sal 129,3-4)
Al confronto della sapienza stimai un nulla la ricchezza.
Dal libro della Sapienza
Sap 7,7-11
Pregai e mi fu elargita la prudenza,
implorai e venne in me lo spirito di sapienza.
La preferii a scettri e a troni,
stimai un nulla la ricchezza al suo confronto,
non la paragonai neppure a una gemma inestimabile,
perché tutto l’oro al suo confronto è come un po’ di sabbia
e come fango sarà valutato di fronte a lei l’argento.
L’ho amata più della salute e della bellezza,
ho preferito avere lei piuttosto che la luce,
perché lo splendore che viene da lei non tramonta.
Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni;
nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.
Parola di Dio.
R. Saziaci, Signore, con il tuo amore: gioiremo per sempre.
Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi! R.
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Rendici la gioia per i giorni in cui ci hai afflitti,
per gli anni in cui abbiamo visto il male. R.
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e il tuo splendore ai loro figli.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda. R.
La parola di Dio discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Dalla lettera agli Ebrei
Eb 4,12-13
La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto.
Vendi quello che hai e seguimi.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10,17-30
In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».
Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio!
È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».
Parola del Signore.
“Maestro buono”: così il giovane ricco si rivolge a Gesù, facendogli capire di aver trovato in lui una guida, o almeno così il giovane desidera in un primo momento. “Cosa posso fare per avere la vita eterna?”: il giovane gli pone la domanda delle domande. Gesù gli risponde, elencandogli alcuni comandamenti, che riguardano principalmente il prossimo. Questo è indicativo, e Gesù non dice mai bugie, quindi ci fa capire che per avere la vita eterna è fondamentale comportarsi bene con gli altri.
Ma il giovane, come tutti i giovani, osa, chiede di più, vuole qualcosa in più, perché fino a quel momento ha sempre osservato i comandamenti che Gesù gli ha indicato. Poteva, soddisfatto, salutarlo, contento per la sua risposta, eppure non si contenta, perché la sua anima chiede ancora e individua che c’è strada da fare nel suo cammino di conversione. Vuole forse un’altra indicazione da Gesù, quella definitiva.
E Gesù stavolta non ci va leggero. Lo guarda, lo ama nel profondo, e proprio per questo gli dà quello che cercava, quello che in verità gli mancava: “Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!”.
Il giovane aveva compreso che gli mancava una cosa, forse per essere perfetto agli occhi di Dio: mettere Dio davvero al primo posto, al punto di rinunciare ai suoi beni dandoli ai poveri e seguirlo. La sfida che il giovane pone a Gesù giunge a un vicolo cieco: forse lui si aspettava una soluzione “semplice”, abbordabile.
Gesù invece gli indica la strada stretta, e lui non riesce a decidersi di incamminarsi per essa, e se ne va, triste. Non possiamo sapere se lui avrà o no la vita eterna, ma la prima risposta di Gesù fa pensare in positivo. “Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!” afferma poi.
Il commento al Vangelo di ieri:
E Pietro, sconsolato, chiede chi possa salvarsi. “Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio”. Ecco che qui entra in gioco la grazia e la misericordia del Padre, che sa valutare e ricompensare per ogni atto del cuore, misteriosamente, di ognuno.
Infatti, risponde a Simon Pietro, “non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà”. Non c’è nessun atto fatto col cuore, inoltre, che Dio non consideri: in tutto questo, l’invito di Gesù è quello di amarlo un po’ più di quello che luccica e tintinna nelle tasche, perché tutto quello che abbiamo in tasca, ce lo ha donato lui.
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