Nino D’Angelo durante un’intervista, si sfoga senza tralasciare niente: il cantante partenopeo spazia dalla fase 2 inerente la pandemia, il presidente Conte, senza dimenticare di dire la sua a Feltri.
Nino D’Angelo a ruota libera in una lunga intervista rilasciata ad AdnKronos. L’attore e cantante napoletano, si sofferma sul tema della fase 2 relativa all’emergenza del Covid-19. Nino esprime il suo pensiero sul tema che ha acceso i toni in questi giorni, ovvero l’omogeneità delle regioni rispetto alle direttive del governo.
Il cantautore infatti, si augura che tutte le regioni italiane abbiano un percorso comune senza andare contro le direttive proposte dal Governo. Con l’occasione D’Angelo inoltre, fa un appello al premier Conte, invitandolo a ricordarsi dei lavoratori dello spettacolo, una categoria molto penalizzata in questo momento difficile a causa del coronavirus.
Non poteva di certo mancare da parte di Nino D’angelo, la risposta a Vittorio Feltri che come sanno tutti, ultimamente si è distinto per il suo commento, a dir poco discutibile, sui meridionali.
‘‘Il Governo centrale decide come ci dobbiamo comportare, non è che ognuno può fare come ca… gli pare! Se tutti facessero come hanno fatto Zaia in Veneto e la Santelli in Calabria la gente sarebbe lasciata allo sbando”. Chiosa Nino D’angelo all’AdnKronos. “La verità – precisa – è che loro (la Lega, ndr) devono andare sui giornali perché stanno perdendo consensi. Ora Salvini vuole riaprire tutto ma così si rischia di giocare con la vita delle persone! Bisogna aprire ma piano piano ed è il Governo che deve decidere”.
Ed ecco che Nino D’Angelo commenta anche l’exploit di Fletri : “Si vede che quel giorno aveva bevuto qualche bicchiere di vino in più o forse è un problema di età. I’ so terrone e vuogl murì terrone!”
Poi l’attore si rivolge al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per la situazione in cui versano tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo: “Non tutti i musicisti guadagnano come me! Ci sono gli elettricisti, quelli che scaricano gli strumenti e tanti altri. Questa è tutta gente che guadagna uno stipendio e va aiutata. Anche il mondo dello spettacolo è in crisi, non parlo dei ‘ricchi’ ma dei ‘normali’ dello spettacolo”.
E aggiunge: “Spero che il Governo pensi anche a loro. Anche loro vanno aiutati – evidenzia – sono come gli operai che lavorano nelle fabbriche. Non è che nello spettacolo stiamo tutti bene – conclude -. Intorno a Nino D’Angelo ad esempio lavorano centinaia di persone!”
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