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‘Marea nera’, stato di emergenza a Mauritius: cosa sta accadendo

Stato di emergenza a Mauritius: il mare agitato ha vanificato gli sforzi per fermare la fuoriuscita di petrolio da un cargo incagliato. Il premier dell’ex colonia francese si rivolge alla Francia. E Macron risponde prontamente inviando uomini e mezzi

foto via web

La peste oleosa di una petroliera può creare danni irreparabili a Mauritius, un paradiso naturale e turistico che assieme a Maldive e Seychelles è una delle tre mete classiche dei vacanzieri che sognano l’Oceano Indiano. Oggi il primo ministro dell’isola africana persa nel blu a est del Madagascar ha dichiarato lo stato di emergenza ambientale, muovendosi contemporaneamente per chiedere un aiuto sostanziale alla Francia.

Parigi non si è fatta pregare: ha risposto inviando squadre di soccorso e materiale. Gli aiuti francesi sono stati annunciati dal presidente, Emmanuel Macron, via Twitter. “Quando la biodiversità è in pericolo, c’è un urgente bisogno di agire. La Francia c’è. Accanto al popolo mauriziano”, ha twittato brevemente il capo dell’Eliseo.

Ma cosa sta succedendo in uno dei paradisi naturali più famosi del mondo? Non si arresta, anzitutto, la marea nera prodotta da una perdita proveniente da una petroliera che si era incagliata il 25 luglio. La situazione è andata peggiorando con il passare dei giorni: il mare agitato ha vanificato gli sforzi per fermare la fuoriuscita di carburante che ora ha raggiunto le coste.

Un serio problema inizialmente sottovalutato

Dopo giorni in cui si è deciso di temporeggiare, si è andati via via verso la presa di coscienza. L’ammissione più corposa è di una non meglio precisata “perdita di petrolio” ed è stata fatta dal ministero dell’ambiente, chiedendo a turisti e pescatori di tenersi alla larga dalla zona. Ambientalisti temono che la nave possa spezzarsi, accrescendo le fuoriuscite e innescando un disastro per la costa dell’isola, magnete turistico fra l’altro grazie alle sua barriere coralline pullulanti di coloratissimi pesci e resort di alto livello con prati all’inglese e servizio a tante stelle. Mauritius infatti è considerata comunemente più cara dei già costosi arcipelaghi delle Maldive e delle Seychelles. Ed è tra le più gettonate in termini di vacanze.

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“Siamo in una situazione di crisi ambientale», ha ammesso il ministro dell’Ambiente Kavy Ramano, che questa volta si dice preoccupato. “È la prima volta che affrontiamo una catastrofe di questo tipo e siamo equipaggiati in maniera insufficiente per gestire il problema. Siamo preoccupati e bisognerà intervenire con maggiore forza”.

Leandro Lombardi

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