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Crisi di governo, la battaglia per la leadership nel centrodestra

Le tensioni interne alla maggioranza si fanno sempre più radicali, tanto che si resta in attesa di nuovi incontri previsti per i primi giorni di gennaio. Intanto, però, emerge un ulteriore fattore: anche nel centrodestra il clima non sembra rilassato. Tra visioni diverse sul futuro del governo e dichiarazioni di leadership, anche l’opposizione sembra contaminata dalla discordia. 

MeteoWeek.com (da Getty Images)

Lezione 1: mai sopravvalutare la tenuta della politica italiana, mai sottovalutare il pericolo di crisi e caduta del governo, anche in mezzo a una pandemia, anche se in ballo ci sono più di 200 miliardi di risorse da stanziare per garantirsi il rilancio dell’Italia (e, di riflesso, scansare il pericolo di un tracollo totale). Lezione 2: il centrodestra non è immune alle crisi interne. Anzi. Mentre il conflitto all’interno della maggioranza sembra ormai conclamato con un Matteo Renzi che dichiara che il governo Conte per quanto lo riguarda è già finito, mentre Conte ha ribadito di voler continuare il confronto e, in caso di inconciliabilità, di voler portare la crisi in Parlamento, il centrodestra analizza le prossime mosse da fare in caso di caduta del governo. Ma su questo Meloni, Berlusconi e Salvini sembrano avere idee differenti. Salvo, poi, ribadire che le diverse opinioni sono legittime, l’importante è trovare una sintesi comune. Non sono lontane le dichiarazioni del leader della Lega Matteo Salvini, che l’11 dicembre aveva dato via a un primo smottamento attraverso l’apertura a un ipotetico governo ponte (”Noi ci siamo, se serve al Paese”), in grado di traghettare l’Italia fino alle prossime elezioni. Immediato il gelo della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che aveva commentato: ”Fdi per coerenza è da sempre indisponibile a far parte o appoggiare governi con Pd e/o 5stelle. Questo governo reggerà comunque fino a gennaio e se non regge, dopo per noi si può solo votare”. Poi ancora: “Qualsiasi esecutivo nascesse oggi arriverebbe a fine legislatura e tre anni sembrano un ponte tipo quello di Messina… Se si vuole sostituire Conte non saremo certamente noi a difenderlo opponendoci, ma non faremo mai parte di nessun governo con chi oggi lo sostiene“. Forza Italia in un primo momento si era riservata di non commentare l’uscita del capo del Carroccio.

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Le posizioni del centrodestra

MeteoWeek.com (da Getty Images)

Attualmente, le posizioni sul da farsi restano diverse. La linea unica e ufficiale prevede che le varie forze di centrodestra non sostengano governi diversi dal Conte bis. In caso di caduta, l’alternativa resta il voto. Eppure, la partita si gioca proprio sulla volontà di far cadere questo governo, e sulle modalità di gestione di questa crisi. A far detonare l’equilibrio precario, la proposta di Giorgia Meloni di presentare una mozione di sfiducia per far cadere il governo Conte. “Non credo alla buona fede di Renzi e alla reale volontà di aprire una crisi di governo ma sarei contenta di sbagliarmi. Propongo a chi realmente voglia, come noi, mandare a casa definitivamente il governo Conte, e comunque a tutto il centrodestra, di presentare una mozione di sfiducia al presidente del consiglio e all’intero governo”, avrebbe dichiarato la leader di Fratelli d’Italia, che poi avrebbe aggiunto: “Così vedremo, ancora una volta, chi vuole mantenere in vita l’attuale esecutivo (o al massimo puntare a un rimpastino), con tutti i gravissimi danni che sta arrecando agli italiani e chi invece vuole mandarlo veramente a casa”. Esattamente: chi vuole tenere in vita l’attuale esecutivo? La domanda di Giorgia Meloni potrebbe rivolgersi – maliziosamente – anche agli alleati di centrodestra, che rispondono con il gelo. Il leader della Lega Matteo Salvini avrebbe commentato con distacco, sottolineando come in genere la mozione di sfiducia tenda a far ricompattare la maggioranza: “In questo momento, l’unico che sarebbe beneficiato da una mozione di sfiducia è proprio ConteForza Italia avrebbe preferito non commentare l’uscita di Meloni. In un intervento con i sindaci di Forza Italia riportato dal Giornale nella giornata di ieri, Silvio Berlusconi avrebbe ribadito: “Una forza politica come la nostra, in momenti di emergenza come la pandemia, non poteva che stringersi intorno alle istituzioni, come stiamo facendo, naturalmente senza venir meno alla nostra chiara e inequivoca collocazione all’opposizione, ma rinunciando alle polemiche per contribuire a lavorare per il Paese“. Insomma, Forza Italia vuole un’opposizione, ma un’opposizione responsabile.

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La battaglia per la leadership

Alla luce di tutto questo, non è forse inopportuno leggere nelle dichiarazioni improvvise dei diversi leader il segno di tentativi di fuga in avanti, il bisogno di smarcarsi dagli alleati per porsi alla guida del centrodestra. Le comunicazioni del singolo esponente, tra l’altro non condivise con gli alleati, avrebbero allora uno scopo ben preciso: far emergere la singola voce, riabbracciare il proprio elettorato, guadagnarne altro, e poi – solo successivamente – concentrarsi con gli alleati sul merito delle proposte per trovare una sintesi. In una lettera indirizzata direttore del Corriere della Sera, Berlusconi avrebbe ribadito: “Noi siamo il futuro, anche se oggi i numeri non ci danno lo spazio che vorremmo. Sta a noi ricostruire questi numeri, certamente. Lo faremo nel centrodestra che è la nostra collocazione naturale. Vorrei dire di più. Noi siamo il centrodestra, se non ci fossimo noi in Italia non esisterebbe un centrodestra di governo, esisterebbe una destra rispettabile, democratica, di successo, ma certamente minoritaria. Una destra non in grado di rappresentare l’Italia alla quale noi ci rivolgiamo”. Poi ancora: “Forza Italia non è una pagina già scritta nel grande libro della storia, è una pagina del futuro che vogliamo scrivere con i tanti italiani che – forse senza saperlo – condividono i nostri valori e la nostra visione del futuro“. Quale miglior proclama elettorale, riservato a Forza Italia, di certo non a tutto il centrodestra.
Alice De Gregoriis

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