Strage Ardea, la mansarda in cui viveva il killer tra pc, webcam e schermi

Nella mansarda in cui il killer Andrea Pignani passava le sue giornate, hanno trovato dispositivi tecnologici che potrebbero chiarire se l’azione era già progettata

Strage Ardea-Meteoweek.com

Nella mansarda in cui il killer di Ardea Andrea Pignani trascorreva le sue giornate totalmente isolato, i carabinieri hanno sequestrato quattro schermi, 2 webcam e il pc. Questo rinvenimento potrebbe essere la chiave per scoprire se il killer aveva progettato l’azione o meno. Si esclude infatti che possa essersi trattato di un raptus, tant’è che il modo in cui ha puntato le vittime, ossia i fratelli Daniel e David Fusinato e il pensionato Salvatore Ranieri, somiglia sempre più a un piano studiato o perlomeno ispirato da qualcosa o qualcuno.

Il modo in cui Pignani era vestito (zaino, guanti, cappuccio della felpa in testa pur se domenica c’era un gran caldo), i colpi sparati all’improvviso dopo aver incrociato le vittime (senza appostarsi per prendere la mira), farebbero ipotizzare un gioco di ruolo, o il rito di una sorta di setta segreta, o ancora una dissociazione per cui l’assassino ha trasportato nella realtà il personaggio in  3D di un gioco violento.

In questa fase inciderà in modo decisivo l’esame balistico per risalire all’esatta successione dei colpi esplosi dal killer. La ricostruzione secondo cui Ranieri sarebbe intervenuto in difesa dei due bambini necessita di ulteriori prove. Ecco perché nei computer e nel cellulare di Pignani i militari cercano una eventuale conversazione o frequentazione di un sito in cui il giovane sia stato spinto ad agire dopo mesi di isolamento, in cui magari aveva già in mento di attuare questo folle piano.

Ardea omicidi-Meteoweek.com

Ieri, nel frattempo, all’istituto di medicina legale di Tor Vergata hanno avuto inizio le autopsie sui fratellini, dopodiché ci sarà quella di Ranieri. Poi si farà l’autopsia a Pignani, che nella sua mansarda è tornato l’ultima volta per togliersi la vita. Si tratta di un gesto che va interpretato, così come il fatto che i computer non fossero accesi.

Leggi anche:—>Saman e il messaggio”trappola” della madre:«Torna a casa, faremo come ci dirai tu»

Nell’ambito dell’inchiesta c’è ancora da chiarire  la posizione della madre di Pignani per la mancata denuncia di smarrimento della pistola che il marito aveva avuto con sé da anni,  dopo aver lavorato per pochi mesi come vigilante. La donna pensava veramente che l’arma fosse andata persa? La donna si è rifugiata dalla figlia, che da tempo aveva chiuso ogni rapporto col fratello (altra questione da chiarire).

Anna Di Donato

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