Claudio Mandia: si fa largo ipotesi del suicidio dopo isolamento punitivo

Secondo le ultime rivelazioni il giovane era stato punito per aver copiato un compito e temeva di essere espulso.

Arrivano nuovi particolari dagli Usa sulla tragica scomparsa di Claudio Mandia, il giovane morto in circostanze ancora tutte da chiarire in un college di New York alla vigilia del diciottesimo compleanno. E ora le nuove rivelazioni potrebbero aggiungere un’altra pista dolorosa a quelle già battute alla ricerca della verità su quanto capitato a Claudio.

La famiglia parla di «trattamenti inimmaginabili»

La EF Academy di New York – Meteoweek

Stando a quanto riportano oggi il Corriere della Sera e Repubblica, il ragazzo sarebbe stato “punito” – la punizione consisteva in un isolamento di tre giorni – perché accusato di aver copiato un compito d’esame, un compito importante in quanto propedeutico in vista del diploma finale.

La famiglia da giorni parla di «trattamento inimmaginabile» e adesso anche di «misure primitive che sono state la causa diretta del suicidio di Claudio mentre era rinchiuso in isolamento» e dichiara di voler agire contro la scuola – frequentata, peraltro, anche da una sorella del ragazzo morto. Oltre alle indagini della polizia locale, gli avvocati della famiglia Mandia hanno precisato che è stato coinvolto nelle indagini anche uno studio legale specializzato.

Le punizioni «primitive» dell’Academy

Parlando di «misure primitive» la famiglia si riferisce certamente alla pratica dell’isolamento: la EF Academy è infatti solita isolare gli studenti sospesi o destinati all’espulsione prima di rimandarli alle famiglie: i “rei” vengono separati dagli altri studenti che condividono assieme a loro le camere del dormitorio. Da quel momento in poi lo studente punito non può più uscire: la porta non viene chiusa a chiave, ma spesso e volentieri è piantonato da un uomo della security piazzato nel corridoio.

Pare che non fosse la prima volta che Claudio era stato punito: ad aprile dell’anno scorso il giovane fu sorpreso assieme ad altri compagni mentre festeggiavano in camera con dell’alcol. Tutti i ragazzi furono sospesi, ma senza essere espulsi. Claudio rimase in isolamento per un giorno (come gli altri), poi fece ritorno a casa a Battipaglia dove, comunque, gli fu permesso di completare l’anno scolastico online.

Anche la sorella isolata dopo la morte di Claudio

Questa volta però la detenzione è durata molto di più e la pressione psicologica dell’espulsione è stata molto più forte. Il Corriere racconta anche la modalità, definita «agghiacciante», con cui venivano serviti i pasti agli studenti in punizione, lasciando il vassoio fuori dalla porta, anche se c’è chi afferma che era la stessa procedura adottata dal personale di servizio per gli studenti in isolamento per il contagio da Covid. Fa impressione anche apprendere da rumors che, una volta scoperto che Claudio si era ucciso, la scuola avrebbe deciso di isolare la sorella senza comunicarle nulla fino all’arrivo dei genitori.

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Lo studente originario di Battipaglia sarebbe stato spinto a un gesto estremo dal timore dell’espulsione. Per questa ragione, tra le ipotesi avanzate a New York e riportate dai media, appare anche la pista del suicidio. Un passaggio indispensabile per arrivare ad accertare la verità dei fatti sarà conoscere l’esito dell’autopsia. La famiglia Mandia si è rivolta a un legale statunitense che ha diffuso una nota nella quale parla di un «trattamento inimmaginabile» subito da Claudio. A quale tipo di trattamento si riferisce? La mamma del giovane, interpellata dall’Ansa, ha ringraziato per l’interessamento alla vicenda del figlio ma ha cortesemente declinato spiegando che la famiglia non vuole fare dichiarazioni. A Battipaglia, dove vivono i Mandia, le ferite sono ancora apertissime ed è forte lo choc per una tragedia che ha spento sul nascere l’esistenza di un giovane pieno di sogni per il proprio avvenire.

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Nelle prossime ore – fanno sapere dagli States – potrebbero esserci ulteriori comunicazioni da parte dei detective del commissariato locale che stanno investigando sul fatto. Lo studente italiano – che da due anni frequentava l’esclusivo liceo internazionale – è deceduto nella notte tra giovedì e venerdì. I genitori lo avevano appena raggiunto in America per festeggiare il suo diciottesimo compleanno. Una primissima ipotesi, formulata anche a seguito delle dichiarazioni di un parente, parlava di un malore. Ma poi il comunicato dell’avvocato americano ha aperto nuovi scenari e nuove piste. Molte le ipotesi avanzate nelle ultime ore dai mass media: una festa finita male, una violenza di gruppo, un gioco estremo, alle quali si è aggiunta adesso l’indiscrezione relativa alla pista del suicidio.

Emiliano Fumaneri

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