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Ucraina, Comiso torna in piazza per la pace a 40 anni dalla storica marcia anti-missili

Si torna a sfilare nella cittadina del Ragusano che nel 1982 ospitò la mobilitazione contro la base Nato e i missili nucleari.

L’iniziativa è stata promossa da un cartello di associazioni del mondo del lavoro e della società civile.

Quarant’anni fa la storica marcia della pace. E adesso Comiso ritorna in piazza per chiedere di fermare la guerra tra Russia e Ucraina. Era il 4 aprile del 1982, in piena Guerra fredda. Fu allora che più di 100 mila siciliani sfilarono a Comiso, nella provincia di Ragusa, per dire il loro no alla costruzione di una base militare Nato destinata ad accogliere 112 testate nucleari. Alla testa del corteo c’era Pio La Torre, il deputato del Pci che 26 giorni dopo sarebbe stato freddato dalla mafia per il suo impegno contro Cosa nostra e le sue battaglie pacifiste.

Attesi migliaia di partecipanti, si parte alle 16:30

Una parte del corteo di quarant’anni fa a Comiso, per dire no alla base Nato – Meteoweek

Proprio oggi, a quarant’anni esatti da quella storica marcia, Comiso torna dunque a mobilitarsi contro i missili che cadono sul suolo ucraino. L’inizio della manifestazione è previsto per le 16:30, sono attese migliaia di persone da tutte le province dell’isola.  A promuovere la marcia è stato un cartello di associazioni del mondo del lavoro (Cgil e Uil in testa), del terzo settore e dell’associazionismo. Tra queste il Centro Pio La Torre, la Comunità di Sant’Egidio, la Fondazione Falcone, il Centro studi Paolo e Rita Borsellino, Lega Coop, Libera Sicilia. Presenti anche le istituzioni col al Comune di Palermo.

Tutti insieme quindi per ribadire “l’unanime condanna dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e la solidarietà al popolo ucraino”, chiedere la fine della guerra e il disarmo. “La pace – si legge nel manifesto della marcia – è necessaria per ridurre le spese militari, eliminare le armi nucleari, gestire le risorse nello sviluppo socioeconomico delle nazioni, cancellando così dal futuro del pianeta riscaldamento climatico, mafie, corruzione, disuguaglianze e povertà”.

Emiliano Fumaneri

Veronese di nascita, ho vissuto molti anni in Trentino-Alto Adige (Merano, Trento, Rovereto). Vivere in una regione di confine così ricca di storia e di strazi ha suscitato in me la passione per le lingue straniere e la curiosità per culture e costumi differenti. Mi appassionano anche la geopolitica e le tematiche ambientali.

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