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Cosenza, anziano picchiato e segregato dalla badante

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:54
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I carabinieri di Cosenza hanno arrestato una donna bulgara di 52 anni con l’accusa di lesioni aggravate, sequestro di persona, minaccia continuata e maltrattamenti a danno di un anziano 82enne affetto da gravi problemi di salute. L’anziano alla vista dei militari ha esclamato: “Siete venuti a salvarmi!”.

L’anziano ha rivelato di essere stato picchiato dalla donna con gli anelli, provocando una fuoriuscita di sangue e che la stessa lo aveva minacciato di morte con un coltello. La badante, inoltre, si èpure impossessata del bancomat dell’anziano e ha prelevato 3.500 euro. La donna èora agli arresti domiciliari.

L’attivitàdei carabinieri ha avuto inizio la mattina dello scorso 22 novembre, quando una donna di origini bulgare ha segnalato agli uffici della Caserma P. Grippo, di aver appreso da terze persone che un anziano era tenuto segregato all’interno di un appartamento sito in via della Repubblica. Immediatamente, i militari hanno accertato la veridicitàdi quanto sostenuto.

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I carabinieri hanno trovato l’anziano disteso su un lettino di fortuna posizionato in un angolo angusto della cucina. L’uomo ha riferito ai militari le continue angherie ed i soprusi che èstato costretto a subire nell’ultimo mese, quando, a seguito di una caduta e privo di assistenza, era stato accompagnato a casa di quella che sarebbe dovuta essere la sua badante.

Nello specifico ha raccontato come la donna con continue minacce e vessazioni, gli usava violenza fisica e verbale, proferendo ai suoi danni parole ingiuriose, sputandogli in viso, picchiandolo con pugni in testa e schiaffi violenti sul viso.

L’anziano èstato affidato alle cure di una famiglia cosentina. Il consistente sforzo dei militari della Stazione CC di Cosenza nella conduzione delle indagini, in brevissimo tempo, coordinati dalla Procura della Repubblica di Cosenza, ha dunque portato a delineare un quadro indiziario molto chiaro che ha consentito di ricostruire sapientemente lo stato di avvilimento e disagio in cui l’anziano era stato costretto a vivere, ed al tempo stesso evidenziare come la condotta della donna fosse connotata da particolare pericolosità.

I numerosi riscontri ed elementi di prova raccolti dai Carabinieri nel corso delle indagini sono stati pienamente condivisi dall’AutoritàGiudiziaria e hanno consentito l’emissione, nei confronti della donna, di un provvedimento che, tenendo conto dei precedenti penali della stessa, ha disposto l’applicazione della misura coercitiva degli arresti domiciliari con divieto di comunicare con terzi sia personalmente che telefonicamente/telematicamente.