Case popolari, due ex dirigenti accusati di peculato a Palermo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:06

L’ex direttore generale dell’Istituto autonomo case popolari Salvatore Giangrande e l’ex dirigente Ernesto Butticè sono indagati per aver percepito oltre 290mila euro.

polizia case popolari

Un terremoto vero e proprio si abbatte sullo Iacp di Palermo. Due ex dirigenti dell’Istituto Autonomo per le case popolari della provincia siciliana sono stati denunciati. Si tratta dell’ex direttore generale Salvatore Giangrande e l’ex dirigente del settore tecnico Ernesto Butticè. Per entrambi l’accusa ipotizzata nei loro confronti è quella di peculato.

I due ex dirigenti hanno percepito in totale oltre 290mila euro in due. Tuttavia, questo denaro non sarebbe stato dovuto nè a Giangrande che a Butticè, in base a quanto rilevato dagli inquirenti. Il nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, coordinato dal pool reati contro la pubblica amministrazione della procura, è stato dunque irremovibile. Ed è dunque stato disposto un sequestro d’urgenza di beni dal valore pari a quei 290mila euro prelevati dai due ex dirigenti.

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Questo provvedimento rientra in un’indagine più ampia, condotta dagli uomini della Guardia di Finanza di Palermo. Il denaro trattenuto da Giangrande e Butticè, tra il 2010 e il 2012, sarebbe poi stato elargito dai due ex dirigenti ad altri loro pari dell’istituto autonomo per le case popolari. Per questo motivo, non ci sarebbero solo i loro nomi nel registro degli indagati con l’accusa di abuso di ufficio. Altri sette dirigenti dello Iacp verranno ascoltati dagli inquirenti, con lo stesso capo di accusa.

Gianluca Angelini, colonnello del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, ha redatto le sue note dopo la conclusione dell’operazione. “Le indagini hanno permesso di dimostrare come gli indagati, nel periodo ricompreso tra il 2010 ed il 2015, abbiano liquidato detti emolumenti senza l’elaborazione e l’attuazione del cosiddetto ‘Ciclo di gestione della performance’. Questo è un sistema di monitoraggio previsto dalla riforma Brunetta, finalizzato al miglioramento degli standard qualitativi ed economici dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni tramite la valorizzazione dei risultati e della performance organizzativa e individuale“.

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