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Operaio nel torinese, rischia omicidio stradale e omissione di soccorso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:54
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E’ stato arrestato il conducente della Volkswagen bianca che aveva investito e ucciso un cittadino albanese, senza poi prestare soccorso.

Franko Gjinaj, albanese che oggi avrebbe compiuto 36 anni, fu investito lo scorso 19 gennaio sulla provinciale 143 che collega Orbassano a Stupinigi. Alla guida dell’auto ci sarebbe stato un operaio di 34 anni nato a Giaveno

L’attività degli inquirenti

E’ stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Torino il pirata della strada che la notte del 19 gennaio, sulla provinciale 143 che collega Orbassano a Stupinigi, ha investito e ucciso Franko Gjinaj, albanese che oggi avrebbe compiuto 36 anni, e poi è fuggito. Si tratta di un operaio di 34 anni di Giaveno. L’accusa è di omicidio stradale e omissione di soccorso.

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Gli investigatori dell’Arma l’hanno rintracciato grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza della zona e ai frammenti dell’auto, tra cui lo stemma della Volkswagen, ritrovati sul luogo dell’incidente. I carabinieri di Rivoli, che hanno controllato le carrozziere dei comuni alle porte di Torino alla ricerca di una Golf bianca, hanno trovato la macchina, danneggiata e con tracce ematiche sul cofano, in un’autofficina di Giaveno. L’uomo l’aveva portata a riparare spiegando di aver investito un capriolo.

I fatti

L’uomo, stando alla ricostruzione degli investigatori, sabato notte intorno alle 3, era alla guida dell’auto che ha ucciso la vittima. A perdere la vita un cittadino originario dell’Albania e residente nel Cuneese, travolto mentre camminava sul ciglio della strada che da Orbassano porta a Stupinigi in un tratto senza illuminazione. Il corpo è stato ritrovato alcune ore dopo così i carabinieri avevano dato il via alla caccia all’uomo con diversi posti di blocco in tutta la provincia.

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La scorsa notte le ricerche si sono concluse: i carabinieri hanno passato al setaccio i filmati delle telecamere di videosorveglianza di tutte le possibili vie di fuga del pirata. Avevano trovato lo stemma della marca automobilistica in strada, così tutti i reparti del comando provinciale hanno iniziato a controllare tutte le carrozzerie della zona sperando di rintracciare un’auto che avesse le stesse caratteristiche di quella sospetta. E così è stato: hanno trovato in un’attività di Giaveno la Golf che risultava gravemente danneggiata e con tracce di sangue visibili sul cofano. L’auto era stata portata lì la mattina del 20 gennaio direttamente dal proprietario che aveva spiegato di aver investito per sbaglio un capriolo.