Pizzarotti: “Proprio qui per il M5S un colpo mortale”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:27

Il sindaco di Parma, ex Cinque Stelle e poi “ribelle”, analizza con drammatico realismo la situazione del Movimento, che esce malissimo da questa tornata elettorale.

Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti

“Il Movimento è nato in Emilia-Romagna nel 2007 e qui riceve oggi un colpo mortale.  Federico Pizzarotti è un ex Cinque Stelle uscito dal Movimento in modo polemico. Dopo la sua “uscita”, e’ stato comunque rieletto sindaco di Parma. Ha quindi una doppia percezione della situazione che stanno vivendo i 5 Stelle sul territorio che li vide nascere: da ex attivista e da amministratore in posizione critica.

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Chi vive qui questa cosa la sentiva – argomenta Pizzarotti -. Il MoVimento ha fatto fatica a trovare i candidati, ha fatto una campagna elettorale inesistente, soprattutto non aveva più niente da dire. Nessun tema da portare avanti, nessuno slogan da proporre”. Una analisi cruda, che va a descrivere un processo di involuzione del Movimento forse ormai inarrestabile.

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Sono stati al governo con tutto e il contrario di tutto. Senza combinare niente” aggiunge il sindaco di Parma, facendo un esempio pratico, il reddito di cittadinanza: “Non è servito a far aumentare i posti di lavoro, come avevano promesso. Aver annunciato di aver abolito la povertà dimostra come non abbiano il senso della misura e il senso delle istituzioni”. Per Pizzarotti, i risultati delle regionali non porteranno a grossi cambiamenti in ambito nazionale: “I parlamentari non hanno nessuna intenzione di andare a casa. Cercheranno in ogni modo di restare attaccati a questo governo e intanto elaborare una strategia di sopravvivenza. Perché se andassero al voto politico adesso, scomparirebbero“.

Federico Pizzarotti e Beppe Grillo
La conclusione della riflessione di Pizzarotti è dedicata alla sua personale esperienza e alla sua attuale percezione del Movimento 5 Stelle: “Dicevo cose realistiche e venivo trattato come un ribelle. Hanno fatto tutto fuori tempo massimo e nel modo più sbagliato. Con ‘facilitatori’ calati dall’alto, senza alcun riconoscimento sul territorio. Si può dire che in pochissimo tempo il Movimento ha fatto tutti gli errori che hanno fatto i partiti in 40 anni“.