Coronavirus Cina, caso sospetto a Napoli | Ricoverato un ragazzo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:16

Il coronavirus continua a far paura: a Napoli caso sospetto di un ragazzo di 28 anni, proveniente da Hubei, in Cina. Si è presentato in ospedale accusando forti malori. E’ stato subito trasportato al Cotugno, nel reparto malattie infettive

Un uomo di ventotto anni proveniente da Hubei, una provincia centrale della Repubblica Popolare Cinese, si è presentato in ospedale a Napoli temendo il contagio del coronavirus. Secondo le informazioni raccolte da Fanpage.it, l’uomo sarebbe arrivato al pronto soccorso dell’ ospedale Pellegrini con vari sintomi: febbre alta, diarrea, mal di pancia. Tutti elementi che in queste settimane, di profonda prudenza, hanno fatto scattare il protocollo di sicurezza valido a livello nazionale. L’uomo è stato trasferito all’ospedale Cotugno, specializzato in malattie infettive, per le analisi e i riscontri del caso.

Il ventottenne era proveniente da Hubei, una provincia centrale della Repubblica Popolare Cinese. Si tratta di una zona non lontana dalla città di Wuhan, il “fulcro” del coronavirus. Nella grande e popolosa città della Cina, è iniziata la propagazione del micidiale virus che sta preoccupando il mondo intero. Non è il primo caso a Napoli. Qualche giorno fa si verificò un altro stato di allerta, fortunatamente negativo. Proprio al Cotugno era stata ricoverata e sottoposta a isolamento per consentire immediate analisi, una donna asiatica di 63 anni con febbre alta e problemi di respirazione. La sessantenne era appena tornata da un soggiorno nel suo paese d’origine, in Sri Lanka. Al suo ritorno, ha mostrato i segni della malattia, ma le analisi hanno escluso il contagio.

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Il direttore dell’ Asl Na 1: “Psicosi? No, è giusto informare sul da farsi”

Ciro Verdoliva, direttore sanitario dell’ Asl Na 1, ha rilasciato delle dichiarazioni sul coronavirus, giustificando in parte la dose di allarmismo che circola. “Oggi – spiega – viviamo in un mondo globalizzato, in cui la diffusione deve essere temuta. È partita una macchina organizzativa importante, che vede dei protocolli ben organizzati e si può stare tranquilli. Il Ministero della Salute ha inoltre trasmesso una circolare. L’Asl Na 1 ha individuato i dispositivi in generale e, con il 118, ha messo in campo dei protocolli, perché anche in prima linea è importante dire ai nostri dipendenti come comportarsi, onde evitare il contagio. Allarmismo che porta a psicosi? Questi sono momenti molto delicati – conclude – soprattutto per chi ha delle patologie di base che, sommate ad una semplice influenza, possono dare dei problemi. La preoccupazione, nella giusta dose, può essere anche positiva”.

In Italia si sprecano in tal senso le catene su whatsapp e sui social, in cui si invitano le persone a disertare attività commerciali cinesi. “Per un periodo a breve – medio termine, evitiamo di recarci nei negozi cinesi e in tutte le attività commerciali asiatiche. Seguiamo questa linea – si legge – finchè il virus non sarà arginato in maniera decisa”.