Lamorgese e Gabrielli a colloquio con i parenti delle vittime di Corinaldo: lutto nazionale

Ci sono fatti che segnano la storia di un paese civile, come dovrebbe essere l’Italia. In questi giorni, per civiltà si torna a parlare di Corinaldo e di quella notte terribile in cui tanti persero la vita. Tanti, e qualcuno troppo giovane. 

Un “tavolo di riflessione” per dare maggior valore al codice etico varato nelle Marche, ma ancora “strumento embrionale e volontario”, per dare un “regolamento più serio” ai locali che gestiscono eventi per minori”; ma anche rendere nazionale l’evento dell’8 dicembre organizzato a Senigallia (“L’8 per il futuro”) e non solo commemorativo, ma anche per promuovere il divertimento in sicurezza, dopo la tragedia della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo in cui morirono cinque adolescenti e una madre 39enne.

Nelle parole di Luigina Bucci, presidente del Comitato genitori unitario di Senigallia, le richieste dei famigliari delle vittime al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese durante l’incontro in prefettura ad Ancona. Dopo l’incontro con i famigliari il ministro ha presieduto un Comitato per la sicurezza a cui ha partecipato anche il capo della Polizia Franco Gabrielli.

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All’incontro erano presenti, tra gli altri, Paolo Curi, marito di Eleonora Girolomini, 39enne madre morta nella calca nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018, e i genitori di altre vittime (Benedetta Vitali, Emma Fabini e Mattia Orlandi). Nella tragedia morirono anche Asia Nasoni e Daniele Pongetti. In prefettura c’era, oltre alla Bucci, anche Alessio Curi, rappresentante dei ragazzi nel Cogeu. “E’ una donna eccezionale, – ha detto Bucci dopo il faccia a faccia con il ministro – mi sento di ringraziarla anche a nome dei famigliari delle vittime perché comunque c’erano anche se io rappresento il comitato dei genitori unitario di Senigallia”

L’incontro con il ministro Lamorgese

Al ministro i famigliari delle vittime e la presidente del Cogeu, ha riferito Bucci, hanno chiesto “giustizia, ormai le vittime non torneranno più ma almeno avere giustizia e capire di chi sono le responsabilità, su questo il ministro è stata chiara e vicina: anche lei – ha aggiunto – si augura che vengano fuori i responsabili e che si arrivi alla verità”.

Come rappresentanti dei genitori, ha spiegato la presidente del Cogeu, “rappresentiamo una comunità lacerata e ferita da quello che è successo quella sera, insieme a noi ci sono i ragazzi che lavorano attivamente. Ci siamo attivati per arrivare a un codice etico, un regolamento più serio per locali che gestiscono eventi per minori”, uno strumento ancora “volontario”. “Ci auguriamo che invece, così come ci ha detto il ministro, – ha proseguito Bucci – che venga aperto un tavolo di riflessione per dare più valore a questo codice perché è questo che ci chiedono anche i ragazzi”.

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La rappresentante del Comitato ha ricordato di essere stata invitata in varie scuole superiori dell’Anconetano, a Jesi, Fabriano e Senigallia: “i ragazzi che erano presenti quella sera vogliono sapere di questo codice etico, sono curiosi, vogliono capire questo bollino di qualità, dato alle discoteche, come funziona. E’ solo un punto di partenza e dobbiamo dare più valore a questo codice, ho riscontrato anche la disponibilità del ministro”.

Lamorgese e Gabrielli, capo della Polizia

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese è arrivata in Prefettura ad Ancona per incontrare i parenti delle vittime della strage della discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo, dove nella notte tra il 7 e l’8 dicembre morirono cinque adolescenti e una madre di 39 anni nella calca provocata da spruzzi di spray al peperoncino.

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Inoltre ad una delle uscite di sicurezza crollò una ringhiera. Con l’esponente del Governo c’è anche il capo della polizia Franco Gabrielli. Dopo l’incontro Lamorgese e Gabrielli parteciperanno alla riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, convocato dal prefetto Antonio D’Acunto. Tra le autorità c’è anche il presidente del Consiglio regionale delle Marche Antonio Mastrovincenzo. Previsto infine un incontro con la stampa.