Coronavirus, il ministro Bellanova “La nostra Costituzione rivendica il diritto al cibo”

In una intervista al quotidiano cattolico l’Avvenire, il ministro delle politiche agricole Teresa Bellanova interviene nella discussione che segue l’emergenza sanitaria e che riguarda la sopravvivenza di migliaia di persone.

Teresa Bellanova
Il ministro delle politiche agricole Teresa Bellanova – meteoweek

Il cibo, un diritto

Molti anni fa, un senatore romano umano che non aveva una grande considerazione del popolo che viveva la nostra penisola (che sarebbe diventata Italia diciannove secoli dopo), disse che “a questa gente, rozza, lavativa e di poca cultura ma di grande inventiva, servivano solo tre cose: il pane, i gladiatori e un buon dittatore.

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L’importanza del pane

Il pane, tuttavia, torna in tutti gli argomenti più importanti che non sono soltanto quelli di becera opportunità politica, ma anche di grande pensiero. Di pane parlano la Bibbia e il Vangelo, così come le Sure del Corano. Del pane necessario parla anche il Buddha così come quasi tutti i filosofi di qualsiasi epoca. Guadagnarsi il pane non è soltanto un diritto ma anche un dovere, ammesso che da qualche parte ci sia del pane da guadagnare. Questo forse lo capiremo poi.

(Photo by ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images)

La crisi

In questo momento il coronavirus ha messo in difficoltà tutti gli equilibri e le certezze cui eravamo abituati, anche il fatto di avere qualcosa da mangiare a tavola. L’emergenza si è dilatata a macchia d’olio non soltanto tra le persone che vivono senza casa, come clochard tra accampamenti arrangiati, in magazzini e stabili abbandonati o nei ricoveri delle grandi città ma anche nelle famiglie. In milioni di case da ormai oltre un mese virgola non entra più un euro. L’esercito delle persone che, ogni giorno, vivono come capita, arrangiandosi e incassando in nero quello che serve per mantenere la famiglia, sono alla fame da un pezzo.

Non è un film

Le scene viste in questi ultimi giorni al notiziario non fanno parte di una fiction televisiva, sono la realtà. E sono allarmanti. Il ministro delle politiche agricole Teresa Bellanova ha voluto parlare di questo argomento attraverso le colonne del quotidiano cattolico L’Avvenire ricordando come il cibo, tra le altre cose il, sia anche un diritto garantito dalla nostra Costituzione punto proprio come il lavoro.

C’è chi lascia frutta e panini appesi alle transenne per i senzatetto e chi non può fare la spesa (Photo by DAVID GANNON/AFP via Getty Images)

I soldi non basteranno

“L’emergenza è grande – dice Teresa Bellanova – ma ci siamo attivati immediatamente, prevedendo 50 milioni di euro inseriti nel decreto Cura Italia. Abbiamo già firmato il decreto per utilizzarli presto e bene, intervenendo anche per evitare gli sprechi alimentari. Altri 6 milioni di euro li abbiamo finalizzati all’acquisto di latte, per salvarlo dallo spreco e destinarlo a chi ne ha bisogno. E abbiamo stanziato con un decreto 400 milioni da distribuire come buoni spesa”.

Ogni città ha i propri elementi di crisi

Tuttavia non basta già oggi e sicuramente non basterà da qui alla fine della Fase 1, già prolungata al 13 aprile: “In questi giorni ho più volte suggerito di attrezzare un coordinamento presso la Protezione civile, perché occorre progettare e programmare una strategia di risposte integrate. Così come è necessaria una mappatura puntuale dei territori e quotidianamente aggiornata rispetto ai suoi fabbisogni. Avendo ben presente anche nel riparto delle risorse o degli aiuti prossimi e futuri che ogni territorio ha una sua specificità economica e sociale. E gli interventi più sostanziali non possono non essere più consistenti laddove i redditi delle famiglie sono tragicamente crollati”.

Per fortuna torna il caldo

L’unica cosa positiva è che si va verso la bella stagione e che questa ennesima emergenza non arriva nel cuore dell’inverno: gli homeless sostenuti ogni giorno, come capita, dai volontari della Croce Rossa e di migliaia di volontari, testimoniano scenari drammatici.

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I volontari dell’ordine di malta distribuiscono civo ai senza tetto a Trastevere, Roma (Photo by ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images)

MustEat

Fedeli al detto “dove mangiano in due mangiano anche in tre”, migliaia di famiglie in tutta Italia, in modo particolare a Milano, Bologna e Roma, preparano ogni giorno piccole porzioni di pasta, polpettone, verdura e frutta che lasciano ai volontari che provvedono poi alla distribuzione tra i bisognosi. È stato ribattezzata, facendo il verso ai colossi della distribuzione alimentare a pagamento, MustEat. Molti si sono organizzati sui social o attraverso semplici gruppi di WhattsApp. Perché come spesso accade, dove non arriva l’istituzione, arrivano i singoli. Anche se non è giusto e se a quanto pare all’istituzione questa cosa dà anche un po’ fastidio perché evidenzia tutte le proprie carenze e i suoi inaccettabili sprechi.