Sandro Petrone: chi era il giornalista del Tg2 morto a 66 anni

Sandro Petrone è stato il primo giornalista italiano a coprire grandi eventi usando una propria telecamera (dalla Guerra del Golfo al crollo dell’Urss).

Sandro Petrone: chi era il giornalista del Tg2 morto a 66 anni – meteoweek

Oggi è una giornata molto triste per il giornalismo, scompare uno dei suoi volti storici, Sandro Petrone, colonna portante della Rai e del Tg2. Sandro è morto a 66 anni dopo una grave malattia che lo aveva costretto alla pensione tre anni fa. Ultimamente si era dedicato alla musica ma la sua carriera è stata sfolgorante. Attraverso l’esperienza delle primissime radio private Petrone era approdato al giornalismo, aveva lavorato per i quotidiani e poi dal 1979 era arrivato in Rai. Come inviato — primo italiano a trasmettere dal Kuwait liberato, ex Jugoslavia, Kosovo, Iraq, Libano, attentati dell’11 settembre in Usa, attentati dell’11 marzo a Madrid, Iran, Afghanistan, Libano, Libia — è stato anche il primo giornalista italiano a coprire grandi eventi usando una propria telecamera (Guerra del Golfo, crollo dell’Urss, Guerra in Jugoslavia). Petrone aveva lavorato nelle sedi di corrispondenza di New York, Londra, Parigi, Mosca. Un uomo che si era dedicato al giornalismo, ne aveva fatto una missione affrontando tantissime sfide.

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Recentemente si era dedicato alla musica – meteoweek

«Chi fa informazione — sosteneva — è al servizio dei cittadini. Le informazioni servono alle persone per vivere, per avere una rappresentazione corretta del mondo in cui devono muoversi. Truccare le carte vuol dire truccare la vita della gente. È come un omicidio. Fisico, non solo ideologico», un uomo poliedrico, dal talento grande e dalla passione incontenibile. Dopo che la malattia lo ha costretto ad andare in pensiore, Petrone si è dedicato anima e corpo alla musica. Nel 2018 pubblica Solo fumo, una sorta di concept album che gira attorno ad un’unica storia, quella di un inviato speciale che, dopo quarant’anni in giro per il mondo, lascia il giornalismo per tornare cantautore, come in gioventù; una sorta di testamento che avremo il dovere di conservare e, di tanto in tanto, ricordare. Il mondo del giornalismo saluta uno dei suoi diamanti e lo fa in un rumoroso silenzio, mentre in tv si parla della morte di un’altra grande stella Ezio Bosso, scomparso anche lui a causa di una malattia.