Quella tragica sera del 29 luglio, il piccolo Tommy stava giocando nel cortile della sua abitazione quando improvvisamente il cancello si è staccato dalla base e gli è crollato addosso. Quarantasei ore di agonia, quarantasei ore di orrore e speranza.
Il frastuono del cancello che crollava addosso al fragile corpicino del piccolo aveva destato l’attenzione dei genitori che erano subito intervenuti e avevano chiamato i soccorsi. Le condizioni di Tommy erano apparse da subito molto gravi, il cancello lo aveva colpito alla testa e aveva riportato gravi lesioni.
Quarantasei ore. Tanto è durata l’agonia di Tommaso Tiveron, il bambino di 4 anni che mercoledì sera è rimasto vittima di un gravissimo incidente domestico in via IV Novembre a Dosson in provincia di Treviso. Quarantasei ore in cui papà Gianni e mamma Valentina hanno pregato per la vita del loro piccolo. Le sue condizioni erano state giudicate disperate fin da principio, ma i medici del Ca’ Foncello per due giorni hanno tentato l’impossibile per salvarlo. Giovedì sera le speranze si sono iniziate pian piano a spegnere, fino a venerdì sera, alle 19 quando è arrivato il tragico verdetto.
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Tommy è stato dichiarato morto ieri sera, venerdì 31 luglio. Aveva dovuto affrontare una delicata operazione di neurochirurgia per tentare di tamponare il pesante trauma cranico subito a causa del cancello di metallo che gli era piombato addosso. Il bimbo fin dal suo arrivo all’ospedale era rimasto ricoverato in rianimazione e mantenuto sedato. Per tutta la giornata di giovedì il personale medico lo aveva attentamente monitorato, mentre i genitori non avevano mai lasciato il suo capezzale. Superata la seconda, notte, il quadro clinico del bambino non aveva fatto rilevare miglioramenti e, a fronte di una condizione clinica definita estremamente critica, ieri mattina erano stati effettuati accertamenti di natura neuroradiologica. Nella tarda mattinata i medici hanno potuto solo dare il via all’iter per accertare la morte cerebrale, quindi la sospensione di tutte le funzioni del cervello oltre che respiratorie e cardiache. Il procedimento è complesso e prevede che una specifica commissione esamini il paziente per due volte a distanza di sei ore. Da quell’iter, si è giunti poi al drammatico verdetto solo ieri sera.
«Tommy non c’è più. Dio mio». I genitori di Tommaso sono devastati dal dolore ma decidono di compiere un grande gesto d’amore. Papà Gianni e mamma Valentina scelgono di donare gli organi del loro bimbo: «Dentro di noi sapevamo che il suo destino era segnato. Ma un conto è sapere, un conto è rassegnarsi. Ed è umano sperare l’insperabile. Anche se i medici ci avevano già spiegato tutto». Poi ha continuato a spiegare «Era abituato a chiudere le porte, ha forse toccato il cancello nel tentativo di chiuderlo. Una delle due ante è uscita dalla guida, non era fermata, non capiamo come sia stato possibile. Era pesante e gli è rovinato addosso. Quando siamo usciti era lì, immobilizzato dalla cancellata».
Gianni e Valentina sono distrutti. Dovranno farsi forza a vicenda ora, soprattutto per il loro secondogenito, il piccolo Riccardo.
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