Furia razzista a Grosseto: due uomini picchiano un 25enne senegalese

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:33

Mamady Dabakh Mankara è arrivato in spiaggia per rilassarsi. Due uomini lo hanno insultato e picchiato perchè voleva riparsi all’ombra di un gazebo comunale.

Violenza razzista - Meteoweek.com
Immagine di repertorio

Attimi di follia presso una spiaggia libera di Castiglione della Pescaia. Un 25enne senegalese, Mamady Dabakh Mankara, è stato aggredito e insultato gratuitamente da alti bagnanti mentre cercava un po’ d’ombra per riposarsi al mare. “Mi sento ancora frastornato ma andrò a fare denuncia per l’aggressione subita” – dice Mamady – “Ho già parlato con il mio avvocato e decideremo il da farsi”.

Il fatto è avvenuto ieri, domenica 2 agosto, e ha shoccato la comunità. La violenza è iniziata quando Mamady è arrivato in spiaggia con il suo telo mare, pronto a godersi una bella giornata di sole. Il 25enne ha cercato riparo dal caldo sotto l’ombra dei gazebo posti lì dal comune. Lo spazio sotto queste strutture è off-limits durante la settimana in quanto occupato dalle colonie di ragazzi della scuola. Ma durante il weekend l’ombra dei gazebo è libera e accessibile a tutti. Mamady dunque non stava facendo nulla che potesse attirare la violenza e la rabbia che da lì a pochi minuti avrebbe subito.

Infatti appena il 25enne senegalese pone il suo telo all’ombra della struttura comunale qualche bagnante lì vicino comincia a storcere il naso. La presenza di Mamady infastidiva alcuni presenti. Poco ci è voluto perché questo ingiustificato fastidio si palesasse, prima con insulti razzisti ed infine con la violenza di una rissa. “Come ho tentato di sistemarmi” – ha raccontato Mamady – “sono stato subito aggredito verbalmente da un uomo di circa 40 anni. ‘Qui non ci puoi stare, vai via’ mi ha detto l’uomo che aveva accanto a sé la sua famiglia e un figlio piccolo di 7-8 anni”.

“C’è posto per tutti”

Proprio il figlio piccolo dell’uomo ha tentato di dissuadere il padre e di convincerlo che anche Mamady aveva il diritto di godere dell’ombra dei gazebo. “Babbo, c’è posto per tutti” – avrebbe detto il piccolo. Purtroppo però il padre ha deciso di ignorare la parole del figlio. “L’uomo – continua Mamady – voleva spostarmi lo zainetto e il telo e all’improvviso mi ha sferrato un pugno“. Pochi secondi dopo anche un secondo uomo, sempre sulla quarantina, interviene nella rissa colpendo con un cazzotto Mamady. “Io ho cercato di difendermi” – dice il ragazzo, che ancora non riesce a capacitarsi di ciò che è successo.

Mentre la furia furibonda e ottusa dei due bagnanti si abbatteva senza motivo sul 25enne senegalese, la moglie del primo uomo urlava a Mamady insulti razzisti. “Voi negri venite a violentare le nostre bambine, le nostre donne. Andatevene” – avrebbe detto la donna.

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Il finale della rissa

Mamady racconta di essere stato raggiunto da un altro paio di ragazzi senegalesi presenti sulla spiaggia al momento dell’aggressione. “Alcuni ragazzi hanno preso le nostre difese – afferma il 25enne – Dicevano: ‘Questo ragazzo non ha fatto niente’. Ma l’uomo continuava: ‘Avete rotto il c…o. Lui qui non ci può stare. E’ casa nostra’“.

Mamady, che lavora presso la Fondazione Il Sole di Grosseto per l’aiuto a ragazzi disabili, racconta poi il finale della rissa: “L’uomo mi ha detto: ‘Dai, facciamo pace. Ti porto a pranzo’. Io gli ho risposto: ‘Io un lavoro ce l’ho e sto benissimo. Se pensi che sia venuto qui per qualcosa ti sbagli di grosso'”.

Mamady si è recato all’ospedale di Grosseto dove è stato medicato. Il 25enne senegalese ha riportato durante la rissa diverse ferite. In particolare ha delle ecchimosi sotto l’occhio e un labbro tumefatto: è stato dimesso dall’ospedale con una prognosi di 7 giorni. Nessun commento per ora dal sindaco Giancarlo Farnetani.