Svolta nel caso Parisi: trovati resti ossei compatibili con il piccolo Gioele

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:26

Caronia, la segnalazione di un volontario fa scattare il ritrovamento del busto di un bambino vicino all’autostrada. Il team di ricerca afferma: “è il corpo di Gioele al 99 per cento”.

svolta caso parisi

Nuova incredibile svolta nel caso della dj morta il 3 agosto scorso e della conseguente sparizione del figlio Gioele. Poco dopo le ore 12 sono stati individuati, a 700 metri dal punto in cui è stata trovata morta Viviana Parisi, dei reperti ossei ed una magliettina che sarebbero compatibili con il bambino per il 99 per cento. Dalle prime indiscrezioni, sarebbero stati trovati solo il tronco e una parte di femore compatibile con un bambino. Solo dopo qualche ora, sarebbe stata ritrovata anche la testa. L’ipotesi che non escludono gli investigatori è che il corpo martoriato possa essere stato trascinato da animali, tanto che per determinare con certezza l’identità della piccola vittima servirà l’esame del dna. Sarebbero stati trovati anche dei peli, forse appartenenti ad animali. Chi ha assistito al ritrovamento parla di una “scena straziante” e si fa avanti sempre più l’ipotesi dell’omicidio-suicidio: la madre, in preda ad un forte disagio psichico, avrebbe ucciso il figlio e poi si sarebbe suicidata, lanciandosi dal traliccio. I resti, presumibilmente del piccolo Gioele, il tronco da una parte e la testa molto distante, sarebbero stati trascinati lì dagli animali selvatici.

Le tracce sono state segnalate da un carabiniere in congedo, Giuseppe Di Bello, 55 anni originario di Messina uno dei tanti volontari che da giorni affiancano i vigili del fuoco, forestali e poliziotti, nella disperata ricerca del piccolo Gioele. Sul posto si sono recati anche i famigliari del bimbo: il padre Daniele Mondello, la zia Marianella e il nonno paterno Letterio, ai quali stanno per essere mostrati gli indumenti strappati, tra cui una maglietta, che potrebbero costituire la conferma del tragico ritrovamento. “Viviana non l’ha ucciso, l’amava troppo”, ripete a chi gli sta accanto, il papà di Gioele. “Dobbiamo trovarlo”. Mentre la sorella Mariella non crede che ci fosse qualcosa o qualcuno che abbia indotto Viviana ad allontanarsi: “era solo nel panico in quel momento, non fuggiva da niente”. Sul luogo del ritrovamento si trovano anche il procuratore Angelo Cavallo che conduce le indagini, il medico legale Elena Ventura Spagnolo, la polizia scientifica, gli uomini della Protezione Civile e le squadre dei vigili del fuoco. Su richiesta della prefettura di Messina, da stamattina anche l’Esercito concorre alle ricerche del piccolo Gioele grazie all’impegno di apparecchiature sofisticate che riescono ad arrivare dove l’occhio umano non riesce, visto il terreno impervio su cui si trovano ad operare.

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