Carlo Calenda: mi candido a Sindaco di Roma ed il Pd dovrebbe appoggiarmi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:33

Roma: Carlo Calenda da Fabio Fazio ribadisce “mi candido a sindaco” e strizza l’occhio al Partito Democratico. 

AFP PHOTO/Emmanuel Dunand (Photo credit should read EMMANUEL DUNAND/AFP via Getty Images)

“Mi candiderò a sindaco di Roma: un dovere e una grande avventura”. Così Carlo Calenda ospite di “Che tempo che fa” su Rai 3. “Non posso parlare per il Pd, partecipo a un tavolo. Auspico un appoggio largo” – ed aggiunge “il Pd dovrebbe appoggiare la mia candidatura se pensiano sia la persona adatta a governare Roma”.

Con Virginia Raggi è tutto peggiorato

 

“Il Pd diceva mai con i Cinque Stelle e hanno cambiato idea, io sono ancora là. Ma con Raggi è peggiorato tutto” – aggiungendo – “i mali di Roma vengono da lontano, ma con M5s e Raggi è peggiorato tutto”, affermando che anche tutto il Partito Democratico  pensa entrambi che la gestione dei Cinque Stelle sia stata disastrosa.

Roma: Calenda, complicato fare primarie

Io di destra o sinistra? Sono socialdemocratico liberale. “Fare le primarie oggi sarebbe complicato, farle più avanti significherebbe parlarci addosso per mesi. Io di destra o sinistra? Sono un socialdemocratico liberale”.

Roma: Calenda,politica arte di governo,non scontro tra tribù

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“La politica è diventato un grande scontro ideologico, una lotta tra tribù. Ma così cade tutto, cade l’attualità dell’azione amministrativa, della fiducia dello Stato. Poi arriva un’epidemia e ci si accorge dell’importanza dello Stato, che decide la vita delle persone. La politica è l’arte di governo, sennò è solo rumore di sotto fondo…”.

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“Io ho fatto anche lo scrutatore alle primarie del Pd, ma credo che dobbiamo cercare di allargare il campo il più possibile. E poi c’è un piccolo dettaglio, c’è un’emergenza sanitaria. Come pensiamo che la gente esca di casa..” ha aggiunto Calenda che ricorda: “dalle primarie uscirono sconfitti Sassoli e Gentiloni, che ora il Pd vorrebbe candidati”.