Covid, le cure promosse e bocciate: anticorpi, idrossiclorochina e vitamine

Sono diversi i rimedi che sono considerati più o meno idonei nella lotta contro il Covid-19. Dalla vitamina D alla lattoferrina, passando per l’idrossiclorochina respinta con forza dagli esperti in Italia. Regge il Remdesivir, prendono quota gli anticorpi monoclonali.

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Il Remdesivir è tra i migliori rimedi contro il Covid – meteoweek.com

Sono passati ormai più di otto mesi da quando l’epidemia di Covid ha varcato in maniera prepotente i confini della Cina. Prima è passata dall’Europa, colpendo in particolare l’Italia e in seguito altre nazioni. Poi si è diffusa in giro per il mondo. E proprio in questo lungo lasso di tempo, non sono mancati i tentativi fatti da equipe di medici ed esperti, alla ricerca del rimedio migliore contro il Covid. Una serie di tentativi promossi a pieni voti, bocciati senza possibilità di ritorno oppure rimandati, forse per un eccesso di cautela.

Andiamo a scoprire allora quali sono stati, in queste settimane eterne, i rimedi contro il virus che sono stati quantomeno portati alla luce. Alcuni di questi sono stati rilanciati in questi ultimi giorni, anche in attesa di quel vaccino che potrebbe prevenire con largo anticipo la diffusione del Covid. Si tratta di rimedi naturali che possono essere assunti anche con una buona alimentazione. Per non dimenticare i farmaci, alcuni dei quali già sul mercato per prevenire o curare altre patologie. E poi ci sono le recenti terapie, molto discusse su scala mondiale.

Cosa è stato bocciato contro il Covid

Partiamo dal Remdesivir, farmaco che era stato sviluppato per fronteggiare l’epidemia di Ebola. In un primo momento, sembrava che potesse essere questo uno dei rimedi migliori contro l’epidemia diffusa su scala mondiale. Con esso, si era parlato anche di una combinazione di due farmaci contro l’Hiv, il liponavir e il ritonavor. Tuttavia, a un certo punto la loro somministrazione è cessata. “Quando sono iniziati a venire fuori i dati completi abbiamo capito che non sono efficaci“, ha dichiarato Silvio Garattini, presidente dell’istituto Mario Negri di Milano.

Un altro rimedio che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha bocciato senza mezzi termini è l’idrossiclorochina. Si tratta di un farmaco consentito anch’esso nelle prime fasi dell’epidemia, come il Remdesivir. Ha provato a usarlo anche il presidente americano Trump durante il suo ricovero, tanto da rendere noti eventuali effetti benefici. Ma anche in questo caso, come svela il professor Garattini, le cose non stanno andando come si sperava. “Ora sappiamo che non funziona“, ha dichiarato.

L’idrossiclorochina è stata bocciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanita – meteoweek.com

Cosa può tornare utile

Gli anticorpi monoclonali sono invece un rimedio che sta riscuotendo un grande successo nella cura del Covid-19. Ne parla con termini a dir poco lusinghieri Giuseppe Novelli, genetista dell’Università di Roma Tor Vergata. “È probabilmente la nostra più importante chance di avere una cura in tempi relativamente brevi“, ha dichiarato. E nonostante alcuni test non andati a buon fine, come quello annunciato da Eli Lilly, si continua su questa strada. Anche perchè, come rivela Garattini, “allo studio ce ne sono tantissimi e circa una decina sono in fase avanzata di sperimentazione“.

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Molto gradite alla comunità, sempre per fronteggiare il Covid-19, ci sono le vitamine da somministrare ai pazienti positivi con sintomi. In primis si punta forte sulla Vitamina D, ma anche A, B, C ed E sono considerate ottime per la cura contro il virus. In ogni caso Silvia Migliaccio, specialista in Scienze della Nutrizione Umana all’Università di Roma Foro Italico, fa capire che “sarebbe meglio assumere le vitamine tramite l’alimentazione e passare agli integratori solo su consiglio del medico“. Dunque si tratta di una forma di somministrazione graduale e comunque salutare.

Rimedi sì, ma con cautela

Ci sono poi i rimedi contro il Covid-19 che devono ancora essere approvati del tutto. In primis c’è l’eparina, le cui origini sono state presentate proprio dal professor Garattini: “È uno degli anticoagulanti più utilizzati per la prevenzione e la terapia delle tromboembolie venose e arteriose nei soggetti sottoposti a intervento chirurgico o allettati“. Proprio la sua composizione ha consentito di contrastare le alternazioni della coagulazione e le complicazioni trombotiche nei pazienti contagiati. In ogni caso, il professore spiega che “si è mostrata risolutiva in certi casi di infiammazione per liberare i capillari ostruiti e permettere al corpo di ossigenarsi“.

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Infine c’è il desametasone, un farmaco steroideo utilizzato che è stato somministrato anch’esso a Donald Trump. Viene più in generale fornito ai pazienti che sono nella fase più acuta di Covid-19. A quanto pare, è efficace soprattutto tra i pazienti affetti da una forma di iperattivazione del sistema immunitario, ovvero l’ultimo stadio della malattia. Il professor Garattini, anche in questo caso, ha detto la sua: “È stato dimostrato che questo derivato del cortisone riduce del 30% la mortalità dei pazienti“.