Femminicidio Pordenone, avvocatessa rinuncia alla difesa dell’assassino: “Non posso accettare l’incarico”

Nuovi sviluppi in merito al femminicidio avvenuto la notte scorsa a Pordenone: l’avvocatessa rinuncia alla difesa dell’assassino di Aurelia Laurenti. “Non sono serena, non posso accettare l’incarico”.

avvocatessa Rossana Rovere
l’avvocatessa Rossana Rovere – foto via Messaggero Veneto

Giungono nuovi sviluppi in merito al caso di femminicidio avvenuto a Pordenone. Come si apprende, l’avvocatessa Rossana Rovere, già presidente dell’Ordine degli avvocati della provincia di Pordenone, sarebbe stata indicata dal presunto omicida, Giuseppe Forciniti, come legale di fiducia. L’avvocatessa, tuttavia, avrebbe deciso di rinunciare all’incarico di difensore: “Non sono serena, non posso accettare l’incarico. L’indagato mi conosceva e ha indicato me quando gli è stato chiesto chi dovesse patrocinare la sua difesa, ma non posso accettare l’incarico”, ha infatti dichiarato Rovere.

La legale, si sottolinea, è da sempre impegnata e attivissima nella difesa dei diritti delle donne. Una direzione, la sua, completamente opposta al caso di femminicidio di Pordenone, per il quale era stata chiamata a difendere il carnefice. “In questi minuti si sta procedendo a indicare l’avvocato d’ufficio: io non posso assumere le difese di quest’uomo, dopo una vita e una carriera spese a promuovere la tutela dei diritti delle donne”, ha non a caso ribadito l’avvocatessa.

Aurelia Laurenti muore sotto le coltellate del compagno

foto di repertorio – via web

Come avevano già raccontato più nel dettaglio, Giuseppe Forciniti era giunto in Questura con le mani ancora sporche di sangue, dopo aver strappato la vita della sua compagna a forza di coltellate. Il drammatico femminicidio è accaduto la notte scorsa a Riveredo in Piano, in provincia di Pordenone. La vittima si chiamava Aurelia Laurenti, e aveva 34 anni.


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A ritrovare il suo corpo martoriato sono stati gli agenti della polizia, che hanno recuperato il cadavere all’interno dell’abitazione, in una villetta, dove i due convivevano da circa un anno. Accusato di omicidio volontario pluriaggravato, il 33enne è stato arrestato dopo il completamento dei primi accertamenti.


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La donna era mamma di due bambini piccoli, uno di 8 e uno di 3 anni. Fortunatamente, i bimbi non hanno avuto modo di assistere alla tragedia, dato che durante il verificarsi dei fatti erano a casa dei loro nonni materini – che pare vivano in un paese poco distante da Roveredo in Piano.