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Scissione nel M5S al Parlamento europeo: 4 dissidenti lasciano gruppo

Quattro deputati della frangia ambientalista del M5S hanno lasciato il Parlamento europeo. L’annuncio è stato dato attraverso una nota dall’europarlamentare Piernicola Pedicini. Ora potrebbero fare ingresso nei Verdi.

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I quattro deputati del M5S dissidenti: Ignazio Corrao, Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato ed Eleonora Evi – meteoweek.com

Quattro eurodeputati del M5S hanno lasciato il gruppo al Parlamento europeo, annunciando la loro uscita dal partito. Non si sentono più vicini alle idee di quest’ultimo. Una decisione figlia di un malumore che aleggia da diversi mesi. Si tratta di Ignazio Corrao, Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato ed Eleonora Evi. Tutti sono considerati vicini ad Alessandro Di Battista, ma fonti vicine ai diretti interessati affermano che la scissione è frutto di una decisione “totalmente autonoma”. Non avrebbe nulla a che vedere con l’ex eurodeputato, che ha intenzione di continuare la sua battaglia interna.

La frangia ambientalista del M5S al Parlamento europeo, costituita da Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato, Ignazio Corrao ed Eleonora Evi, si separa formalmente dalla delegazione pentastallata presente in Europa per proseguire un percorso politico autonomo. Con l’addio al M5S i quattro eurodeputati rinnovano il proprio impegno a favore delle battaglie di cui sono stati portavoce in questi anni, mettendo al primo posto la difesa del pianeta e la tutela della salute dei cittadini. La decisione è stata resa necessaria dall’impossibilità di portare avanti con coerenza la difesa di questi temi, all’interno della delegazione del M5S, il cui operato oggi diverge irrimediabilmente sia dall’impegno preso con gli elettori che dalle aspirazioni originarie del MoVimento. A breve gli eurodeputati spiegheranno in un post le ragioni della scelta“. Lo si legge in una diffusa dall’europarlamentare Piernicola Pedicini.

Le ragioni della scelta

Le ragioni della scissione sono state spiegate dai diretti interessati. Esse avrebbero radici lontane. “Mesi e mesi di enorme sofferenza interiore“, scrive Ignazio Corrao ripercorrendo la storia del Movimento a partire dalla morte di Gianroberto Casaleggio con cui se ne è andata una sorta di “una sorta di filtro e di garanzia“. In tal modo è iniziato un “un lento ma inesorabile percorso di snaturamento“. Nel governo con la Lega qualcosa si è poi “rotto irreparabilmente”. Tra le cause la mancanza di confronto interno. “Mesi e mesi di tentativi di cambiare dall’interno andati a vuoto” in un movimento che “ormai è parente lontano di quello per cui ho messo anima e cuore per 10 anni“, conclude.

Lentamente e sotto traccia, in modo insidioso e subdolo, il Movimento ha iniziato a cambiare pelle“, scrive Eleonora Evi. “La trasformazione è, purtroppo, molto più profonda e tocca il cuore e l’anima di questo progetto politico. Come siamo arrivati a questo punto? È accaduto perché i cosiddetti vertici hanno deciso deliberatamente di calpestare la democrazia interna nel M5S. Attraverso la piattaforma Rousseau abbiamo sempre scelto i nostri candidati. Ma nel caso delle elezioni europee, con un’operazione ‘alla Renzi’, l’ex capo politico Di Maio ha deciso di nominare 5 capolista donne, scelte tra le ‘eccellenze italiane’, ma che nulla avevano a che fare con il M5S. Il trasformismo di altri completa il quadro“.

Sulla stessa linea Rosa D’Amato. “Il M5S non è in grado di rappresentare i principi e le speranze che sin dal primo giorno di attivismo avevano animato la mia passione politica. Ha perso la sua identità e ha cessato di esistere da un pezzo e in realtà se ne sta distruggendo anche il ricordo”, ha scritto.

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Agli attivisti, agli iscritti e a tutti coloro che hanno riposto fiducia in me, e in noi, dico che insieme ad alcuni colleghi abbiamo provato fino all’ultimo a riportare il Movimento sul giusto binario, senza riuscirci purtroppo“, torna a dire Piernicola Pedicini. “È ormai evidente sono una persona scomoda per coloro i quali si sono autoproclamati vertice del M5S. Con questo mio post proverò a toglierlo dall’imbarazzo perché non sono il tipo che si fa cacciare, piuttosto vado via da solo”, conclude.


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Per i quattro eurodeputati adesso potrebbero aprirsi le porte del Partito dei Verdi. Con quest’ultimo Ignazio Corrao, Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato ed Eleonora Evi hanno condiviso diverse idee. L’ultima quella sulla Politica agricola comune.