El Pibe De Oro, tutti i nodi da sciogliere sulla morte di Diego Armando Maradona

La morte di Diego Armando Maradona è ancora un mistero. Moltissime le questioni irrisolte che fanno ombra all’addio del Pide de oro.

El Pibe de oro. Il mondo, lo ricorderà sempre così. Lui è il più grande campione di tutti i tempi, la sua morte è arrivata come un fulmine a ciel sereno portando il mondo nel lutto più profondo. Diego Armando Maradonanon era solo un uomo, ma soprattutto un simbolo, una forza. Attorno alla sua morte, però, ci sono ancora moltissimi dubbi e moltissimi nodi da sciogliere.

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Facciamo un passo indietro e andiamo indietro al 25 novembre scorso, quando Maradona muore, ufficialmente, a causa di un edema polmonare acuto nella sua casa di San Andrés, a Buenos Aires, dove il campione stava proseguendo la riabilitazione e la terapia dopo l’operazione alla testa subita per un edema nella Clinica Olivos di Buenos Aires.

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Eppure, secondo gli inquirenti che hanno aperto un’inchiesta sulla morte de El Pibe, la ricostruzione degli ultimi giorni di vita di Maradona presenta molto punti oscuri, Le figure finite nel mirino sono due: il neurochirurgo Leopoldo Luque , indagato dopo le dichiarazioni rese dalle figlie di D10s; l’infermiera Gisela Madrid, che ha fornito versioni contrastanti; la psichiatra Agustina Cosachov, che aveva in cura l’ex calciatore ha subito perquisizioni in casa e in ufficio; lo psicologo Carlos Diaz. Cosa non quadra? Nella stanza da letto non c’era un bagno privato ed era stato installato un wc chimico. Forse, pochi giorni prima di morire, Maradona avrebbe battuto la testa dopo una caduta. Eppure, non c’è nessuna traccia di trasporto in ospedale per controlli né di un esame diagnostico per valutare quali fossero le sue condizioni soprattutto alla luce dell’operazione subita di recente.

Solo il giorno della morte?

Secondo quanto riferito dal suo legale Matias Morla, Maradona sarebbbe stato solo il giorno della scomparsa. Non c’era inoltre un defibrillatore in casa e il ritardo dei sanitari avrebbe potuto provocare il decesso. Dubbi anche sull’ora della morte: secondo il patologo che ha eseguito l’autopsia alle 12; mentre il medico presente sull’ambulanza che ha provato a rianimarlo lo ha dichiarato ufficialmente morto alle 13.16. Dubbi anche sull’assistenza medica sollevati dai familiari, così come sulla mancanza di farmaci specifici per pazienti che soffrono di disturbi cardiaci. Perché Diego non ne assumeva nonostante i problemi al cuore? Insomma, sono ancora tanti i misteri. Tanti i dubbi su cui sono al lavoro gli inquirenti per fare luce e chiarezza sulla scomparsa del campione.