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“Il Recovery è un’occasione storica”: in conferenza stampa Giuseppe Conte apre al confronto

In Conferenza stampa di fine anno, Giuseppe Conte ha toccato più volte il tema del Recovery Fund e del rapporto con la maggioranza. 

Una maggioranza spaccata, che esiste, e che se si rompe definitivamente mette a rischio la tenuta del Governo. Come pensa di gestire, il Presidente del Consiglio, la crisi tra le parti che dovrebbero sostenerlo? Con la pace. “E’ chiaro, che non si può governare senza la coesione. Si può vivacchiare ma il Paese non ha bisogno di questo“, ha detto Giuseppe Conte che in Conferenza stampa di questa mattina sembra aver aperto al confronto costante, chiaro e franco con le parti dell’esecutivo e in particolare con Matteo Renzi. Rispondendo alla domanda di Marco Conti, de Il Messaggero, Conte ha affrontato il tema della “verifica di maggioranza”, cioè del confronto con i partiti che hanno chiesto un rilancio dell’azione di governo.

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“Dobbiamo affrettare delle risposte che il Paese attende. Oggi è in approvazione la Legge di Bilancio, il prossimo passaggio urgente è il Recovery Plan. Ieri e l’altro ieri ci sono stati incontri con i rappresentanti delle varie delegazioni e adesso, dopo quella bozza tecnica che ha messo sul piatto l’esito degli incontri avuti con i vari Ministeri, bisogna fare una sintesi politica”, ha detto Giuseppe Conte. L’obiettivo è insomma avviare un confronto con le parti sociali, con le varie forze. Il Recovery è un’occasione storica, che non si può perdere. Tra i progetti, in primis c’è quello dell’assistenza sanitaria domiciliare. “Immaginate cosa significa concentrare le risorse e avere la possibilità, da qui a qualche anno, di ricevere un infermiere o un medico a casa? Potenziare, insomma, l’assistenza domiciliare”, dice Conte. Concentrare quindi le risorse e avere risultati. Si interverrà comunque con un Decreto, per mettere appunto un sistema che consentirà di monitorare e declinare i percorsi preferenziali per le opere e per gli investimenti che entreranno nel Recovery. 

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Ultimatum? Non mi appartengono

Quanto agli attacchi ricevuti da Matteo Renzi, Conte ha cercato più volte di smorzarli. “Gli ultimatum non appartengono al mio programma politico. Aldo Moro, nel 78, davanti ai gruppi parlamentari della Dc diceva che gli ultimatum non sono ammissibili in politica, perché è una stretta che fa precipitare le cose e impedisce soluzioni positive. Io sono per il dialogo, per il confronto. L’ultimatum non mi appartiene. E c’è un’altra cosa che non mi appartiene: io sto programmando il futuro, non potrei mai mettermi a pensare ad una campagna elettorale”.

Insomma, l’ipotesi di una prospettiva elettorale non è nella idea di Giuseppe Conte.  “Non mi cimento in questi scenari. Se verrà meno la fiducia di una forza di maggioranza ci sarà un passaggio Parlamentare in cui ciascuno esprimerà la propria posizione. Non voglio credere che in un contesto del genere si arrivi ad uno scenario del genere. Qualcosa di rischioso per il patrimonio di credibilità che abbiamo costruito, io e la maggioranza”.