Nuovo Dpcm, cambio colore per molte regioni: da lunedì le novità

Con il nuovo decreto in arrivo lunedì, molte regioni potrebbero cambiare colore. Lombardia, Veneto e Sicilia le più a rischio.

C’è una crisi politica, ai vertici, che corre e si annida tra i corridoi di Palazzo Chigi. Partita da Matteo Renzi, la minaccia di crisi si è rivelata essere un terremoto politico che ha messo in crisi la maggioranza, spaccandola. Si prova a ricucire, quindi, ma lo strappo è ormai inevitabile. In attesa, però, di capire cosa accadrà dal punto di vista di alleanze, rimpasto, voto, dimissioni, la vera emergenza è quella sanitaria. E, nonostante il vaccino dia segni di speranza, la situazione continua ad essere emergenziale e di stallo.

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Dopo il Decreto Natale, sarebbero nove le regioni a rischio “zona arancione” a partire da lunedì 11 gennaio. Per questo motivo, il nuovo Dpcm in arrivo entro il 15 gennaio potrebbe confermare la stretta per tutta Italia. Del resto, già il prossimo weekend sarà da zona arancione e dopo un breve respiro in zona gialla, le giornate del 9 e del 10 gennaio saranno di nuovo arancioni. Secondo le ultime indiscrezioni, mezza Italia potrebbe diventare arancione per contenere una nuova ondata. Le Regiooni più a rischio sono Calabria, Liguria, Veneto, Basilicata, Lombardia, Puglia, Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Marche, Sardegna e Lazio.

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A rischio zona rossa, in base all’Rt, è la Sicilia. Infatti, se l’indice di contagio è sotto quota 1.00, allora si è in fascia gialla; se l’ indice di contagio sopra 1.00 si è in zona arancione. Infine, con un indice di contagio sopra 1.25, si è in zona rossa. Intanto, secondo disposizioni del precedente Decreto, durante il periodo compreso tra il 7 e il 15 gennaio 2021 resta il divieto, su tutto il territorio nazionale, di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Saranno comunque consentiti, negli stessi giorni, gli spostamenti dai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.