Nuove defezioni nel M5S, il sostegno al governo Draghi al centro di tensioni sempre più forti

Fuori dal Movimento anche il senatore Dessì. Si forma un nuovo gruppo parlamentare di delusi ed espulsi ma che ricorda, anche nel nome, un progetto politico che risultò fallimentare nella scorsa legislatura.

Il senatore Emanuele Dessì

Le nomine dei sottosegretari nel governo portano nuovi addii nel Movimento 5 Stelle. Questa volta è il turno di Emanuele Dessì, chiacchierato senatore eletto nel Lazio. Un addio già annunciato da tempo, a dire il vero, quando sul suo profilo Facebook il senatore aveva annunciato il suo No alla fiducia al nuovo governo Draghi.

Ho sperato fino a ieri che qualcosa potesse cambiare, inutilmente” scrive su Facebook. “Non sono mai stato d’accordo nel dare la fiducia a questo governo ma ho voluto, con l’assenza il giorno del voto, dare un ulteriore possibilità di ripensamento, soprattutto a me stesso. Lasciare compagni di viaggio a cui voglio un mondo di bene non è facile, 15 anni di storia comune non si cancellano facilmente. Forse un giorno ci ritroveremo, oggi però devo andare via. Questa non è più casa mia. Esco dal M5s con un enorme tristezza nel cuore ma anche con tanta rabbia“.

Dessì andrà probabilmente a rinforzare le fila dei fuoriusciti dal Movimento che hanno trovato casa in “Alternativa c’è”, il nuovo gruppo parlamentare che si va formando appunto con il contributo di espulsi e fuoriusciti. “Ieri abbiamo presentato una istanza per la creazione di un nuova componente, che si prefigge di fare una opposizione radicale, non di maniera come quella annunciata a Fratelli d’Italia” ha annunciato nell’Aula del Senato Mattia Crucioli, il simbolo è una ruota dentata con all’interno una stella tricolore, un logo che, viene spiegato, “richiama la fratellanza tra lavoratori”. Presto il gruppo si formerà anche al Senato, questi i nomi dei parlamentari che hanno aderito finora: Massimo Baroni, Pino Cabras, Andrea Colletti, Manuela Corda, Paolo Giuliodori, Alvise Maniero, Maria Laura Paxia, Francesco Sapia, Arianna Spessotto, Rosa Alba Testamento, Raffaele Trano, Andrea Vallascas.

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Il percorso di Alternativa c’è richiama anche nel nome quello di Alternativa libera, nato nel 2015 in aperto polemica con la gestione del partito da parte di Grillo. In Parlamento fu un sottogruppo del Misto e che vide tra i suoi aderenti anche Pippo Civati. Un esperimento fallimentare che non riuscì nemmeno a presentare una qualche lista alle successive elezioni amministrative e politiche.

Il M5S però non si spacca solo in Parlamento. Max Bugani, volto romano storico del Movimento e capo staff della sindaca Virginia Raggi, attacca duramente Luigi Di Maio per la frase pronunciata durante una intervista in cui definisce il Movimento “moderato e liberale“.15 anni di battaglie per diventare una costola di Berlusconi? Un trionfo. Gianroberto Casaleggio in piazza ci fece scandire il nome di BERLINGUER, non quello di Luigi De Mita” scrive Bugani.