Ritorno a casa madre: senatori renziani passano al Pd

Viaggio di ritorno per un paio di senatori: da Italia Viva al Pd. Letta ha più appeal di Zingaretti, anche per i renziani. E i Dem, nonostante tutto, offrono più garanzie politiche di un partito che fatica a sfondare il 3%

Prima o poi doveva accadere, Matteo Renzi perde pezzi. I due senatori Leonardo Grimani ed Eugenio Comincini lasciano il gruppo di IV per tornare nel Partito Democratico, l’ex-premier è sempre più isolato. “Se ne parla, ma al momento non ci sono stati passaggi ufficiali“, viene riferito ma la cosa sembra orami fatta e probabilmente non saranno i soli che nei prossimi mesi faranno questo salto. Del resto Italia Viva non è mai decollata né in termini di progetto, rimasto ancorato alla pesante e capricciosa personalità di Renzi, né in termini di consenso, bloccato in un misero 2,5% e senza prospettiva di crescita. Inutile sottolineare che la questione è anche elettorale, IV non dà alcuna garanzia di rielezione, nel Pd la concorrenza è ampia e i posti ridotti rispetto al passato, ma almeno ci sono delle possibilità.

Il senatore Eugenio Comincini con Matteo Renzi

Stando ai sondaggi, non solo Italia Viva non cresce ma Renzi è tra i politici meno apprezzati dagli elettori. La diaspora dei renziani è quindi solo all’inizio, stando alle nostre previsioni. La scelta di togliere la fiducia al Governo Conte II, passando a un Governo Draghi con più ampio consenso, ha reso IV assolutamente irrilevante in Parlamento ed Enrico Letta ha già iniziato la ricognizione dei renziani da riportare nel Pd a cominciare dagli eurodeputati.

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Il problema per il senatore di Scandicci è anche relativo al confronto e alla comunicazione interna al partito. Renzi condivide pochissimo informazioni e strategie, i fedeli si contano su una mano: Maria Elena Boschi, Francesco Bonifazi, Luciano Nobili e Roberto Giachetti. Un po’ meno con Davide Faraone, Ivan Scalfarotto e Teresa Bellanova.

Domani l’ex-premier proverà a rilanciare Italia Viva rivendicando la caduta del Conte II come “l’operazione Draghi“. Da fonti di agenzia, si apprende che il leader domani terrà una relazione ai suoi parlamentari, pare abbia in mente un intervento molto sentito che prenderà di mira in particolare il M5S. Italia Viva, spiegherà l’ex premier, dovrà rimanere concentrata sulle crisi che attanagliano il Paese: quella sanitaria, quella economica e quella educativa. Renzi ricorderà lavora solo sui contenuti e sulle emergenze per risollevare le sorti dell’Italia da qui al 2023. Dopo aver ribadito che Italia Viva è alternativa al populismo e al sovranismo, Renzi lancerà la sfida riformista a Partito Democratico sui temi della Giustizia, dell’Economia, dei Diritti e del Lavoro. Voci di corridoio parlano anche di un “Passo di lato” rispetto al partito da parte di Matteo Renzi, non ancora ben chiaro.