Sostegni bis, scure su oltre 700 emendamenti. Critiche dall’opposizione

Scure sugli emendamenti al nuovo dl sostegni, ne rimangono però ancora quasi 4.000. Critiche da parte di Fratelli d’Italia. 

Sono 715 gli emendamenti al Dl Sostegni Bis considerati inammissibili dal presidente della commissione Bilancio della Camera, Fabio Melilli (Pd) per materia o coperture, su un totale di 3851 proposte di modifica presentate in commissione Bilancio alla Camera. La decisione sui ricorsi agli emendamenti al dl è fissata per domani alle 15, poi entro giovedì alle 14 i gruppi dovranno presentare i segnalati per consentire la partenza delle votazioni la prossima settimana.

La Commissione avvierà il voto delle correzioni proposte dalla prossima settimana, una volta giunti i relativi pareri dal ministero dell’Economia e dalla Ragioneria dello Stato con l’obiettivo di consegnare il provvedimento ai lavori dell’Assemblea di Montecitorio il prossimo 8 luglio (il testo dovrà poi passare al Senato). Ulteriori confronti Governo-maggioranza dovranno quindi individuare la sintesi sulle questioni tuttora aperte, come quella relativa alla proroga del blocco dei licenziamenti.

Tra gli emendamenti esclusi ci sono c’è quello che chiedeva l’esenzione dal pagamento del canone Rai per gli italiani residenti all’estero (iscritti all’Aire) che hanno un immobile in Italia, non affittato né dato in comodato d’uso. Stop anche per l’emendamento del M5s che, ricalcando una modifica stralciata dal primo dl Sostegni, prevedeva la non pignorabilità del Rdc e per altri emendamenti che imponevano a chi percepisce il Reddito di cittadinanza di accettare lavori stagionali pena la decadenza.

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Niente da fare anche per la proposta di Forza Italia  che prevedeva l’istituzione di un fondo da 40 milioni di euro in favore di Rete ferroviaria italiana (Rfi) per l’affidamento del servizio di vigilanza antincendio. Infine da segnalare anche l’esclusione della proposta che disponeva l’irrilevanza ai fini fiscali dei contributi erogati agli autotrasportatori per le maggiori spese affrontate in relazione al crollo del Ponte Morandi. Le proposte, pressoché identiche, erano stato presentate da diversi gruppi parlamentari, tra cui M5s, FI, Iv, Leu e Lega.

Da segnalare anche il No all’emendamento del M5S che assegnava ulteriori 200 milioni di euro a Roma in relazione al suo ruolo di Capitale, risorse che sarebbero state aggiunte a quelle stanziate nell’ultima legge di Bilancio nel Fondo per l’esercizio delle funzioni degli enti locali.

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La scure da parte della Commissione ha lasciato uno strascico di polemiche. “Il decreto sostegni bis era stato salutato come un provvedimento che andava al cuore dei problemi, come un deciso cambio di marcia rispetto ai decreti del precedente governo ma presentando oltre 3mila emendamenti la maggioranza dà ragione a Fratelli d’Italia che chiedeva misure più concrete per far ripartire la Nazione. Serviva un decreto efficace, tempestivo, che fosse anche di prospettiva e che andasse incontro alle esigenze di tutte le filiere. Tremila emendamenti certificano il fallimento di governo e maggioranza” dichiara Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo FDI in commissione Bilancio.

Per Walter Rizzetto, anche lui di Fratelli d’Italia, “Il M5S ha compreso finalmente che la legge istitutiva del reddito di cittadinanza va modificata, perché il sussidio deve essere collegato a degli obblighi di lavoro. Ma propone una soluzione che mostra ancora tutta l’inadeguatezza del partito di Giuseppe Conte sulle politiche del lavoro“. La nota commenta l’emendamento della deputata D’Orso (M5S) al Sostegni bis che prevede che i beneficiari del reddito di cittadinanza sono tenuti a svolgere lavori stagionali e, nel caso di stipendio insufficiente perché inferiore al RdC, prevede che sia L’Inps ad integrare fino a concorrenza.