Governo Conte, il Tribunale di Pisa: “Dpcm illegittimi, negati libertà e diritti”

L’ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, “condannato” dal tribunale di Pisa: “Dpcm illegittimi, negati libertà e diritti”. Assolti i due marocchini che nel 2020 violarono il lockdown nazionale.

conte condannato dal tribunale di pisa - meteoweek.com
la sentenza del tribunale sui Dpcm del governo Conte (foto di archivio) – meteoweek.com

Arrivato il responso del Tribunale di Pisa, con l’assoluzione a favore di due cittadini di origine marocchina che, durante il lockdown nazionale del 2020, erano stati sorpresi fuori casa senza giustificazione valida. “Il fatto non sussiste” e, sebbene uno dei due è stato condannato a 4 mesi con le attenuanti generiche per aver forzato il posto di blocco, entrambi sono stati assolti per il reato di violazione del DPCM.

Conte “condannato” dal Tribunale: “Dpcm illegittimi”

Con sentenza n. 419 del 17 marzo 2021, il giudice monocratico Lina Manuali ha assolto con formula piena uno dei due coinvolti nell’episodio per la sola violazione delle disposizioni del Dpcm firmato da Giuseppe Conte. Secondo il giudice del Tribunale di Pisa il fatto non sussisterebbe perché l’ex premier non aveva alcun potere, e vengono dunque considerati illegittimi i decreti del governo. “La delibera dichiarativa dello stato di emergenza adottata dal Consiglio dei ministri il 31.1.2020 è illegittima per essere stata emanata in assenza dei presupposti legislativi, in quanto non è rinvenibile alcuna fonte avente forza di legge, ordinaria o costituzionale, che attribuisca al Consiglio dei ministri il potere di dichiarare lo stato di emergenza per rischio sanitario”, si legge infatti nella sentenza.

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E ancora: “A fronte della illegittimità della delibera, devono reputarsi illegittimi tutti i successivi provvedimenti emessi per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica”. “A causadella epidemia da Covid -19 – prosegue il giudice – sono state emanate disposizioni che hanno comportato la compressione di alcune libertà garantite dalla nostra Carta Costituzionale – si legge nella sentenza- libertà che concernono i diritti fondamentali dell’uomo e costituiscono il “nucleo duro “ della Costituzione stessa”.

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Secondo il giudice, “un Dpcm, fonte meramente secondaria, non atto normativo, non può disporre limitazioni della libertà personale”, motivo per cui “non si ritiene di poter dubitare della illegittimità e invalidità dei decreti che hanno imposto la compressione di diritti fondamentali”. Dalla sentenza, dunque, è stata dichiarata illegittima la delibera dello Stato di emergenza sanitaria approvata dal governo Conte bis il 31 gennaio 2020, così come anche il Decreto Legge n. 6 del 23 febbraio dello scorso anno e i conseguenti Dpcm dell’8 e 9 marzo 2020 che decretarono il lockdown prima nelle Zone rosse e poi in tutto il territorio nazionale.