Covid: manca l’aerazione nelle scuole. Polemica tra Ministero e Presidi

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Non ci sono gli impianti di aerazione dei locali previsti. Il Ministero dell’Istruzione aveva varato i fondi ma non sono stati utilizzati

La lotta al Covid passa anche da una buona aerazione dei locali chiusi. Questa teoria è dimostrata da molti studi sia nazionali che internazionali. Ma in Italia solo 200 scuole sulle oltre 53mila presenti sul territorio nazionale (tra statali e paritarie) sono attualmente dotate di un impianto di ventilazione meccanica che migliori la qualità dell’aria nelle aule.

L’areazione nelle scuole è stata molto sottovalutata dalle istituzioni, nonostante i proclami del Ministero dell’Istruzione. “Auspichiamo che il governo predisponga un piano Marshall triennale per la messa a norma e l’adeguamento degli edifici scolastici – afferma Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani -. Bisogna diminuire la concentrazione del virus attraverso la ventilazione meccanica, fino a tre volte più efficace dell’aerazione naturale“.

Il presidente dell’Anp (Associazione Nazionale Presidi), Antonello Giannelli lancia la polemica sulla responsabilità di gestione e installazione degli impianti: “Ai dirigenti scolastici spettava l’acquisto dei sistemi di aerazione? Non è assolutamente così. Il ministero dell’Istruzione ha stanziato 350 milioni di euro a maggio dell’anno scorso e sono state date istruzioni alle scuole il 24 agosto: non c’era una sola parola sui sistemi di sanificazione o di ventilazione” afferma.

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“Chiariamo: le scuole non possono far installare impianti di areazione, è proprio vietato. Lo devono fare le autorità locali coi fondi degli Enti Locali – continua Giannelli. Diverso è il caso sanificatori e dei purificatori, cioè quei dispositivi che in genere utilizzano tecnologie a radiazioni ultraviolette per purificare l’aria da virus e da batteri: questi in teoria si potevano acquistare, ma nessuno del ministero ha detto una parola. Quando quei soldi sono stati impegnati e già spesi, è venuto fuori che si sarebbe potuti impiegarli per comprare i sanificatori. Se lo scorso 24 agosto il ministero dell’Istruzione avesse detto di utilizzare quei soldi prevalentemente per i sanificatori, i dirigenti scolastici avrebbero immediatamente ubbidito“.

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A dare ragione alla polemica innescata da Giannelli è paradossalmente il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: “Ricordo che i proprietari degli edifici sono i comuni e le province. Io posso mettere a disposizione risorse e dare anche linee guida, ma la responsabilità non solo è loro ma loro è la proprietà”. Per il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso, “va organizzata meglio la spesa, bisogna individuare gli incaricati provincia per provincia e installare gli impianti entro il prossimo settembre”. Un tempo piuttosto lungo visto che ci troviamo davanti ad almeno altri cinque mesi di lezione. 

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Secondo i dati raccolti dal comitato Idea scuola, la maggior parte degli impianti è installata nelle scuole delle Marche, che ha speso circa 12 milioni di euro per adottare gli istituti di questo sistema. Fuori da questa regione, le scuole dotate di sistemi di areazione anti-Covid sono soltanto 23.