Crisi Russia-Ucraina, Di Maio: “Soluzione diplomatica via maestra da seguire”

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L’Italia sostiene l’integrità territoriale e la sovranità ucraina ma vuole il dialogo con Mosca. È la posizione sostenuta dalla Farnesina.

“L’Italia darà il massimo per favorire il dialogo tra le parti e trovare un’intesa che ci conduca alla pace e alla stabilità”. È il concetto ribadito dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio dopo aver presto parte a Monaco, nella giornata di sabato, alla riunione dei ministri degli Esteri del G7. “Ho aggiornato i miei colleghi su quanto discusso con i ministri Kuleba e Lavrov nelle mie ultime missioni a Kiev e Mosca. Nel corso di queste visite entrambe le parti hanno confermato di voler trovare una soluzione diplomatica. Questa è la strada maestra da seguire, non ci sono alternative”, fa sapere il titolare della Farnesina, insistendo sul fatto che “l’Italia sostiene l’integrità territoriale e la piena sovranità dell’Ucraina. Allo stesso tempo, per trovare una soluzione alla crisi, è imprescindibile il dialogo con la Russia”.

Ricomporre tensioni della crisi russo-ucraina attraverso la diplomazia

I Ministro degli esteri Luigi Di Maio e il segretario di Stato Usa Antony Blinken – Meteoweek

“Ne ho discusso anche con il segretario di Stato americano Antony Blinken durante un colloquio qui a Monaco. Lunedì sarò a Bruxelles per il Consiglio Affari Esteri, altro importante appuntamento per lavorare ad una soluzione della situazione in Ucraina con i colleghi europei”, ha detto Di Maio.

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Alla riunione dei ministri degli Esteri del G7 a Monaco di Baviera, in Germania, è stato “ribadito il sostegno alla sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina e la necessità di deterrenza e dialogo con la Russia per composizione duratura delle tensioni”, si può leggere in un tweet postato dalla Farnesina, al termine della riunione alla quale ha preso parte il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e durante la quale è stato riconfermato “il sostegno al negoziato per il rilancio dell’accordo sul nucleare e al processo politico mediato dall’Onu in Libia”.