Caro carburante, da lunedì 14 marzo si fermano i camionisti

Ascolta l'audio-articolo

Annunciato sciopero degli autotrasportatori per protestare contro i rincari insostenibili di benzina e gasolio.

Lunedì prossimo, il 14 marzo, i camionisti sciopereranno. Ne ha dato annuncio Trasportounito, l’associazione italiana degli autotrasportatori professionisti, che sul proprio sito comunica che i servizi di autotrasporto a livello nazionale saranno sospesi «per causa di forza maggiore». Anticipando lo sciopero dichiarato il 19 marzo da Unatras, l’associazione degli autotrasportatori professionisti fa sapere in un comunicato che «non si tratta di uno sciopero né di una rivendicazione specifica, bensì di un’iniziativa finalizzata a coordinare le manifestazioni sullo stato di estrema necessità del settore». La costante ascesa del costo del carburante delle ultime settimane sta infatti mettendo con le spalle al muro tutto il settore.

Scioperare una scelta inevitabile

Alle stelle i prezzi di gasolio e benzina, a costi ormai insostenibili per i trasporti su strada – Meteoweek

In una lettera inviata al Presidente del Consiglio e ai ministeri competenti, Trasportounito spiega che la scelta di sospendere i servizi di autotrasporto è stata inevitabile anche per salvaguardare le aziende e evitare che le insostenibili condizioni del mercato potessero tradursi in penalizzazioni per la mancata osservanza di obblighi contrattuali che le aziende della filiera logistica non riescono più ad assicurare per via dell’aumento spropositato del costo del carburante.

Gasolio alle stelle: +25% in un anno

Il 22 febbraio si erano verificati i primi stop spontanei da parte dei camionisti per protestare contro il caro carburante. Allora si erano fermati gli autotrasportatori di Sicilia e Puglia creando rilevanti disagi. Il boom generalizzato del prezzo del gasolio (cresciuto più del 25% in un anno, col diesel arrivato ai livelli della benzina e che al self service oltrepassa i 2 euro al litro) aggrava una situazione già resa parecchio difficile dalla mancanza di autisti (stimata in un ammanco pari almeno a 20 mila camionisti).

LEGGI ANCHE -> Lavoro, Istat: “Nel 2021 l’occupazione torna a crescere: +169mila occupati in media rispetto al 2020”

Ma c’è di più: nel giro di breve tempo i blocchi e le proteste potrebbero avere una ricaduta sui prezzi al dettaglio portandoli a schizzare ulteriormente verso l’alto. Questo «effetto diretto sulla collettività» e sugli articoli in vendita nei negozi, avverte Codacons, è «una conseguenza inevitabile, considerato che l’85% delle merce venduta in Italia viaggia su gomma», afferma il presidente del Codacons, l’avvocato Carlo Rienzi. E ciò si volgerebbe nuovamente a danno dei consumatori, «stremati al pari delle imprese dal caro-carburante».

LEGGI ANCHE -> Ucraina, anche Eataly lascia la Russia

Rienzi punta il dito contro il Governo che si sta caratterizzando per un «immobilismo vergognoso» senza cancellare l’Iva su benzina e gasolio e abbassare le accise. Tanto più – è la stoccata finale del presidente del Codacons – che le casse dello stato da novembre in avanti hanno incamerato enormi somme di denaro grazie alle tasse sul carburante e la crescita dei prezzi di benzina e gasolio.