Dopo 25 anni viene aperta la cella bunker dove visse il pentito Tommaso Buscetta

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Un’iniziativa che nasce a margine della conferenza europea dei procuratori generali, a poche ore dalla commemorazione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Si celebrerà proprio in quell’aula bunker, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Un’aula bunker di Palermo dove il tempo sembra essersi fermato, un letto, un armadietto di ferro, lavandino, bagno ed una vecchia cucina il tutto sorvegliato dall’occhio attento di una vecchia telecamera ormai spenta. Le porte di quel bunker sono rimaste chiuse per più di 20 anni, li dentro ci sono stati Buscetta che con le sue rivelazioni ha demolito Cosa Nostra e dopo di lui ci fù il capo dell’organizzazione Totò Riina.

Immagine di repertorio – MeteoWeek

Dopo 25 anni per la prima volta quella cella viene aperta, nessuno poteva sospettare che a pochi passi dalle gabbie dei detenuti del grande processo si nascondeva Buscetta sorvegliato costantemente, li si inscenavano trasferimenti in diverse parti della città ma nessuno avrebbe mai sospettato che Buscetta in realtà, non si era mai mosso da li.

La vita all’interno del bunker

Ha vissuto  in una cella di pochi metri, chiusa da una porta blindata dove l’aria passava attraverso delle grate sul soffitto, usciva solo per andare a deporre oppure per andare nella stanza degli interrogatori dove rimaneva ore a parlare con Giovanni Falcone.

Immagine di repertorio- MeteoWeek

Ha vissuto cosi per otto mesi o poco più, anni dopo nella stessa cella venne Riina ma con delle esigenze diverse, lui non era li per essere protetto ma per evitare che anche in carcere continuasse a dare ordini ai suoi e inquinare indagini e processi a far flirtare ordini e direttive. Quando tutto è fini’ venne trasferito in un istituto di massima sicurezza a scontare le sue decine di ergastoli.